Una foresta di vanità e valore. Serie Storie di Levanthria vol I
Autore: A. P. Beswick
Titolo: Una foresta di vanità e valore. Serie Storie di Levanthria vol I
Trama: Il mondo di Vireo Reinhold cambia quando viene bandito dal regno. Dopo una vita nel lusso passata a riscuotere i tributi per la corona per finanziare la guerra senza fine del re, si trova costretto a fare quel che mai avrebbe pensato: aiutare il popolo per sopravvivere. Intrighi di corte, conflitti e un antico grimorio carico di una magia oscura e dimenticata che potrebbe condannare la città di Askela e i suoi abitanti. Vireo, Lek e Gillam troveranno un nuovo scopo alle loro vite nel tentativo di salvare quelle persone che hanno sempre prevaricato, mettendosi in gioco contro forze al di là della loro immaginazione. Una Foresta di Vanità e Valore è il primo volume della serie Storie di Levanthria, una saga fantasy originale nata dalla penna di A.P Beswick. Lasciatevi affascinare da questa storia senza tempo, dove bene e male si affrontano in una lotta per il destino del mondo.
Casa Editrice: Digital Fantasy
Prezzo di copertina: 13,99 euro
Recensione.
Una foresta di vanità e valore è il primo volume della serie Storie di Levanthria, firmata da Beswick. Un fantasy interessante che presenta un bel margine di crescita, dove è fondamentale la lotta tra bene e male e in cui i personaggi sono molto di più (o molto di meno) di ciò che si aspetta… Non fatevi ingannare dalle prime apparenze!
Iniziamo il romanzo nel buio della notte, Vireo insieme ai suoi due compagni ha l’obiettivo di riscuotere le tasse per il Re con ogni mezzo possibile. Siamo immediatamente consapevoli di un egoismo e durezza che rendono la storia realistica.
Ci troviamo a Levanthria dove la magia è bandita e vessa una guerra capricciosa portata avanti dal Re. Ci vengono presentati due protagonisti, di cui seguiremo i pov, molto differenti tra di loro:
- Vireo, un nobile che riscuote i soldi delle tasse che servono per continuare ad alimentare la guerra, a primo acchito appare vanitoso e superfluo, un esattore diligente… forse anche un po’ troppo, ma è tutto per il proprio tornaconto personale: accetta i compiti ingrati per poter tenersi il suo maniero. Dunque, mentre è servito e riverito i cittadini si impoveriscono sempre di più.
- Dall’altra parte, abbiamo Jareb, consigliere del re, retto e giusto che, tuttavia, spreme la popolazione per avere sempre nuovi e necessari tributi per finanziare una guerra futile. Ma Jareb è ben consapevole del proprio compito e lo svolge senza far trasparire nessuna emozione. Ma attenzione non è oro tutto ciò che luccica…
La prosa è molto semplice e l’autore ci tratteggia un wordbuilding cupo (sebbene sia ancora abbozzato), che credo sia uno dei maggiori punti di forza del romanzo: l’avidità di pochi schiaccia costantemente la popolazione affamata e povera, che tenta di sopravvivere come può. La magia viene vista come qualcosa di raro, potente ma assai insidioso in quando porta con sé sempre un prezzo da pagare che non è ben definito ma che promette una sorta di corruzione, dunque, i pochi maghi vivono nascosti. Ed è in questa atmosfera satura di tensione che prende piede la vicenda.
A questo riguardo, sono interessanti gli stralci che si trovano ad ogni inizio capitolo, ci danno piccole ma preziose informazioni sul mondo in cui ci siamo approcciati.
Personalmente mi aspettavo una penna più articolata e densa, che avrebbe dato un risalto di maggiore incisività nella storia. La narrazione dell’autore è lineare, veicolando in modo immediato le scene che ci accingiamo a vivere.
Gli eventi sono precipitosi e di conseguenza il ritmo è molto veloce, dona una dinamicità alla storia che non cala mai. Nel frattempo, Jareb sente una voce interiore che lo guida e lo aizza, una componente che mette molta curiosità al lettore, anche perché in assenza del re è lui a governare, preannunciando guai in arrivo.
Ci sono personaggi secondari abbastanza interessanti, che probabilmente nei volumi successivi avranno un maggior sviluppo. Vediamoli da più vicino: innanzitutto gli amici di Vireo, Lek, un grande e grosso guerriero burbero, Gillam, scaltra, veloce e attaccabrighe. Poi abbiamo Jordell, un’alchimista a cui viene affidato il compito di tradurre il grimorio ritrovato, un personaggio empatico che dedica la sua attenzione ed energia ad aiutare i più deboli. Morgana, una strega veggente sensuale, che incanta…un po’ troppo. Misteriosa e furba si presenta senz’altro come un personaggio interessante e abile a governare le intenzioni altrui. E infine abbiamo Laith, un giovane scudiero abile e valoroso che prospetta avere un percorso personale assai intrigante.
E poi, ovviamente abbiamo Vireo, un personaggio arrogante, egoista e incredibilmente tracotante. Eppure, Vireo subirà un brusco risveglio dal suo indolente atteggiamento: gli eventi forzano questo personaggio a doversi adeguare al nuovo status di esiliato, che porta con sé nuove consapevolezze che gli permettono di guardare la realtà da una diversa prospettiva.
Adesso, lontano dagli agi del suo maniero e senza la tenerezza della donna che amava, Vireo inizia a provare sulla propria pelle le ingiustizie e crudezze della vita, di cui finora era stato solo un passivo spettatore che aveva la preziosa scelta di poter girare la testa dall’altra parte.
Un perno fondamentale che presenta questo primo volume è un quesito spinoso: cosa sei disposto a fare pur di raggiungere un obiettivo? È una domanda interessante che fa smuovere i personaggi al suo interno. Fin dove ti spingeresti? Oltre la tua morale e i tuoi valori?
Per vincere la guerra Jareb accetta di sottoporre gli arrestati a delle tremende sperimentazioni, tutto per ottenere un vantaggio utile in battaglia. In modo inesorabile Jareb diventa qualcosa che avrebbe benissimo disprezzato poco tempo prima, uno come Vireo che per mantenere il proprio stile di vita non desinava nel ricorrere alle maniere forti. Se prima dunque Jareb criticava Vireo e altri nobili della sua risma…adesso è lui quello che si trova a dover venire a patti con incongruenze della propria morale, e sceglie di dargli meno peso.
Dall’altro canto, troviamo un Vireo che soppesa incuriosito i propri valori e deve decidere dove reindirizzarli.
I personaggi sono avvezzi a manipolare, ingannare, prevalere. E devo dire che questa impostazione mi piace, una scelta fresca rispetto al solito archetipo da personaggio principale.
Ma alla lunga le azioni buone, quelle fatte per morale o buon intento senza un tornaconto personale vincono. Lo dimostra in modo emblematico il caso del feralupo, all’inizio del romanzo, salvato da un Vireo che non gli da troppo peso. Un’azione gentile che viene ripagata dopo, nel momento di grande bisogno. Il volume è strettamente intrecciato a questa azione di fare del bene per ricevere bene, in un processo che dovrebbe curare e legare.
È questo che accade, in forma decisamente più amplia: Vireo e la sua banda fanno imboscate e rubano ai più ricchi per dare ai bisognosi e poveri. E qui ci sono scene di lotta molto piacevoli da leggere e sono abbastanza fighi i personaggi in questi frangenti: Gilliam con i suoi pugnali luccicanti che si muovono veloci nelle sue mani, Lek con la sua ascia che agita in modo letale e Vireo con l’arco, dove ogni freccia sembra scovare il suo bersaglio. Tuttavia, il malcontento continua a crescere insieme al desiderio atroce di vendetta, sia di Jareb che appare sempre più annebbiato su scelte discutibili, sia su Vireo, che a dispetto di Jareb, è in qualche modo forzato ad una sorta di equilibrio dagli altri personaggi. Tutto si protende per una fine che scoppia.
Lotte e tradimenti inaspettati, prevaricazione, una magia che esplode, ribelli che alzano la voce scoprendosi uniti e la promessa di una nuova guerra che scardinerà gli ordini esistenti.
Un primo volume molto carino da leggere, che pone un’interessante base per lo sviluppo sia della storia che dei personaggi all’interno, promettendoci azione, introspezione e rivelazioni.

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