La mossa del Re
Autore: Max Seeck
Titolo: La mossa del Re
Trama: Sulle rive ventose di Seurasaari, un'isola al largo di Helsinki, viene ritrovato un cadavere: la pelle ricoperta di vernice bianca, un pezzo degli scacchi incastrato in gola. Poco dopo, alla polizia arriva una lettera anonima cifrata che indica una mossa di scacchi e il luogo esatto dell'omicidio. È solo il primo delitto, l'inizio di una sfida mortale. I crimini seguono una logica precisa e gli indizi rimandano a simboli e strategie che sfuggono ai protocolli investigativi. L'omicida non si limita a colpire: provoca, anticipa e orienta l'indagine come su una scacchiera. Incapace di decifrare il disegno che unisce i delitti, la polizia coinvolge Milo Perho, ex profiler dotato di un talento unico nel leggere la mente dei criminali. Per fermare il killer, Milo è costretto a collaborare con Stanislav, campione europeo di scacchi e suo patrigno, l'unico in grado di interpretare il linguaggio strategico dell'assassino. Ma l'indagine si trasforma presto in una sfida personale: ogni mossa è calcolata, ogni indizio apre un nuovo livello di lettura, come se il killer stesse conducendo Milo esattamente dove lui non vuole tornare: nel cuore del suo passato. Milo capisce che non sta solo inseguendo un assassino. È stato scelto come avversario. In questo gioco non esistono pedine innocenti. E la partita è appena iniziata.
Casa editrice: Piemme
Prezzo di copertina: 19,90 euro
Recensione.
La mossa del Re è un thriller nordico che ne presenta tutti gli elementi vincenti: un’atmosfera cupa, un crescendo di inquietudine che sale lentamente, personaggi umani con sfaccettature realistiche che ce li fanno avvertire più vicini e una trama che promette solo di migliorare.
Siamo in Finlandia, in un’isola al largo di Helsinki viene ritrovato il cadavere di una donna ricoperta di vernice bianca con un pezzo degli scacchi incastrato in gola. È il preludio di un caso torbido che delinea un assassino metodico, freddo e desideroso di dimostrare quanto riesca a vincere.
Una squadra viene assemblata per l’investigazione del delitto che presenta tante incognite… ma è solo l’inizio. Qui facciamo la conoscenza del protagonista, Milo Perho, un ex profiler eccezionale nel saper insinuarsi nella mente dei criminali, che occasionalmente collabora da esterno con le forze dell’ordine.
La prosa è netta, capace di saper veicolare ciò che l’autore vuole: incertezza, panico, dubbio, confusione… paura. Tutto sormontato da un’atmosfera fredda, ordinata e caotica, in contrasto che rende ancora più conturbanti le scene crude che viviamo; ne avvertiamo ogni bordo: i ritrovamenti dei crimini in mezzo la natura innevata, le consapevolezze che sbriciolano i personaggi, una tensione che preme, preme, cercando la debolezza giusta per fuoriuscire.
Davvero, l’autore sa farci respirare bene l’ambiente che scrupolosamente riesce ad articolare. Mi piace come si muove l’indagine, scandagliando ogni possibilità e prestando attenzione ai dettagli.
Il processo di una squadra che pensa in modo diverso e vaglia più piste, ma nel frattempo scopriamo anche un po’ le caratteristiche dei personaggi coinvolti. La determinazione di Milka, Salomaa prossimo alle pensione, la quiete dell’ispettore capo Avist, la conflittualità di Robbe. E su tutti, ovviamente, spicca Milo, le catene di deduzioni che segue sono geniali, un profiler dal talento innegabile capace, però, di rimettersi in discussione, continuamente. Così si inizia a delineare il profilo di un serial killer eppure i dubbi sono tanti…nel frattempo, l’assassino continua ad uccidere.
Il criminale costruisce una propria scacchiera, con proprie regole, e i primi pedoni sono stati già mangiati, persone assassinate, preannunciando già nuove mosse e nuovi morti, costringendo i personaggi a smuoversi al suo interno. La partita è iniziata.
Milo sa che in questo particolare caso ha bisogno di aiuto, tentando di mettere da parte i rancori familiari chiama il suo patrigno, Stanislav, esperto di scacchi e non solo. È essenziale riuscire a prevedere le mosse dell’opponente per tentare di arginare la sua furia omicida. La posta in gioco è altissima.
L’autore sa giocare bene con l’andamento della trama e la capacità di sfruttare al massimo le sue scene, rendendo la lettura di La Mossa del Re un’esperienza assai gradita agli amanti del genere. Certezze, dubbi, nuovi omicidi e il desiderio pressante della squadra di acciuffare presto l’assassino.
La suspense cresce. Milo e Stanislav tentano di carpire i motivi dietro le mosse dell’avversario, il suo modus operandi, la peculiarità delle scelte: la scacchiera non conosce sfumature, bianco e nero, è solo fredda analitica che qui è macchiata dall’azione umana.
E i due personaggi si concentrano su questo aspetto, tentando di capire cosa spinge l’assassino nella sua azione omicida. Ci addentriamo in un sentiero insidioso… e veniamo attanagliati dai suoi capitoli veloci e dinamici. Ma… quando tutto sembra essersi risolto, solo Milo rimane fedele al profilo che ha stilato.
La risoluzione del caso risulta perfetta… eppure, un tarlo inizia a smangiucchiare anche il lettore che segue le fedeli delucidazioni di Milo, un senso di angoscia ci afferra.
Nell’ombra qualcuno ancora agisce. Dettagli che sono stati sempre davanti ai nostri occhi, qui l’autore ha un guizzo mordace nella sua narrazione che ci accompagna negli ultimi capitoli, i più serrati e oscuri.
La Mossa del Re è stato un thriller che ha saputo mantenere la tensione e l’attenzione del lettore, fino all’ultima pagina. Un turbine di eventi ma anche la bravura dell’autore nel saper porre l’accento alle emozioni umane, torbide, capaci di tutto, che ha reso la lettura ancora più sconvolgente.

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