Lost Hills
Autore: Lee Goldberg
Titolo: Lost Hills. Eve Ronin vol I
Trama: Quando l’agente Eve Ronin arresta una star del cinema per comportamento violento, è determinata solo a svolgere il suo dovere, anche se è fuori servizio. Complice un video girato a sua insaputa e diventato virale, Eve si ritrova all’improvviso a essere una popolarissima eroina. Un regalo inaspettato per il Dipartimento dello Sceriffo che sta affrontando uno scandalo. Eve viene quindi promossa a detective, la più giovane donna della Omicidi nella storia del dipartimento. Con ancora molto da imparare e mal tollerata dai colleghi, dovrà dimostrare di meritare il suo nuovo distintivo. L’occasione le si presenta quando, con il suo partner oramai prossimo alla pensione, si ritrova a indagare su una scena del crimine nella quale ogni indizio grida “omicidio plurimo”, pur in mancanza di cadaveri. Eve dovrà quindi affidarsi al suo istinto e alla sua tenacia per trovare i corpi e catturare il feroce assassino, il tutto lottando contro le proprie insicurezze e le crescenti pressioni dei media, dei suoi capi e della famiglia delle vittime. Determinata a dimostrare il suo valore, Eve rischierà ogni cosa, pur di riuscire in un’impresa che potrebbe decretare la sua fine.
Casa Editrice: Hope Edizioni
Prezzo di copertina: 13,90 euro
Recensione.
Lost Hills è il primo volume della serie Eve Ronin, un thriller perspicace che mi è piaciuto dalla scelta di base un po’ atipica dello scrittore, nel non condurre l’attenzione del libro a stanare l’assassino ma piuttosto avvalorare la scelta dell’arresto con la ricerca delle prove a carico.
Facciamo compagnia alla nostra protagonista, Eve, fresca di nomina di detective della omicidi, insieme al suo collega, il burbero Duncan, prossimo alla pensione. Entrambi sulla Ford explore che avanzano indagando su qualcosa di assai peculiare: una scena del delitto atroce e piena di sangue che parla di una dinamica degli eventi terribile ma… non ci sono corpi.
La madre e i due figli risultano scomparsi. Siamo nel preludio di un caso oscuro.
La prosa è semplice e scorrevole, ma ci afferra capace di catturare la nostra attenzione con una nota di inquietudine che cresce lenta mentre avanziamo a tentoni in questa prima parte del romanzo, il lettore la sentirà avvolgerlo.
Il thriller è ambientato nella valle sonnolenta e secca della California, e forse è proprio questo contrasto tra ambientazione soleggiata e un caso crudo che rende il romanzo di impatto. L’indagine viene svolta con minuzia, ed è una cosa che apprezzo moltissimo nel genere thriller: c’è tutta la parte scientifica, le analisi, eventuali prove da imbustare, cercare quel qualcosa fuori posto che è nascosto in bella vista. Il caso, ben presto, diviene anche bollente a causa dei media.
L’attenzione aumenta e il dipartimento fa pressioni sui nostri personaggi. Non possono permettersi di sbagliare. Ad Eve, a causa del suo “successo” avvenuto online che l’ha promossa detective diviene il volto dell’operazione e le viene affidato il comando dell’unità operativa. Nella sua squadra c’è Duncan, Biddle e Garvey.
Mi piace Eve come protagonista. È giovane, ambiziosa e zelante. Deve sopportare le battutine sessiste e gli sguardi carichi di disprezzo dei colleghi che la dipingono solo come una incompetente che è finita lì per un fortuito caso. Questo spinge Eve a dover dimostrare sempre qualcosa di più rispetto ai suoi colleghi, e non si risparmia. La nostra protagonista non si fa abbattere, è presa dal caso. Ho adorato il suo impegno costante che prevarica la stanchezza e l’amarezza intorno.
Nel frattempo, sappiamo qualcosa in più della sua situazione familiare disfunzionale in cui è cresciuta: una madre assente ad inseguire il sogno di sfondare a Hollywood, dunque, giovanissima ha dovuto crescere la sorellastra Lisa e il fratellastro Kenny. Ora, possiamo ben capire il motivo per cui la nostra detective sia molto presa dal caso attuale: la madre scomparsa anche lei cercava di diventare attrice, e i suoi due figli, Caitlin e Troy probabilmente dovevano cavarsela da soli. Senza volerlo, l’indagine diviene ancora più importante, e il desiderio di far luce sulla conturbante vicenda diventa impellente.
E poi, un sospettato viene arrestato ma potrebbe sgusciare via dalla loro presa… Gli indizi e la loro preoccupante mancanza gettano una cappa di incertezza in tutto il caso, la stessa Eve è preoccupata di non star facendo il massimo, di star lasciandosi sfuggire qualcosa di importante.
Il turbamento cresce fino a scoppiare, come una bolla che si alza improvvisa. Gli elementi torbidi finalmente acquisiscono un nuovo senso. E siamo con Eve quando fa un passo indietro per poter vedere il puzzle intero nella sua forma, ed ecco che eventi diversi tra di loro improvvisamente si collegano l’un l’altro raccontando una storia truce.
Ma quando tutto sembra essersi risolto ecco l’indizio fuori posto che acquisisce un senso orribile. Il panico serra la gola della nostra protagonista mentre inizia una corsa contro il tempo. Il ritmo di narrazione si addensa.
Nessuno sembra credere ad Eve ma questo non la spinge a mollare, non può. Non solo è contro la sua natura e in quello in cui crede ma soprattutto perché ci sono delle vite in bilico. Andrà fino in fondo, costi quel che costi.
Lost Hills mi è piaciuto, è un romanzo che ha saputo dare equilibrio ai gradi della storia in un crescendo che si divora. E soprattutto ci ha ritratto una protagonista umana, caparbia e attenta, a cui ci siamo sentiti subito coinvolti.
Ad Eve sicuramente attenderanno altri casi ostici e oscuri, non vedo l’ora di scoprirli.

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