Il Principe dei Corvi
Autrice: Gea Petrini
Titolo: Il Principe dei Corvi
Trama: Il Regno di Kaldor è nelle mani di Selis, la regina vampira che governa con la Cava e la Lotteria: arena e terrore. Nella capitale Valea, divisa in Quartieri, umani, lupi e vampiri sopravvivono con un bracciale al polso che dice chi sei… e chi ti odia. Kira è una giovane paladina dell’Ordine del Fuoco: l’apparato religioso e militare del regno. È cresciuta nella Cittadella, devota al fuoco viola lasciato dagli Ardenti, i draghi scomparsi da secoli. Quel fuoco è nato per proteggere gli indifesi. Con la divisa addosso, Kira conosce solo disciplina e devozione: il suo voto la consacra a una vita senza legami. Damien è un vampiro dell’Ombra, il distretto dei dissidenti. È il capo dei Corvi, il consiglio che tiene insieme bande e alleanze nel buio… e custodisce un segreto capace di far crollare Valea dalle fondamenta. Damien è il principe. Il vero erede di Kaldor. Quando arriva la Grande Convergenza, un misterioso fenomeno astronomico, nella capitale si accende una corsa al potere. Kira e Damien finiscono nello stesso gioco: lei incaricata di proteggere la regina, lui pronto a rovesciare il regno. Uno contro l’altra e attratti da un legame che nessuno dei due può permettersi. Ma tra intrighi e segreti, la giostra del potere costringe tutti a una scelta.
Prezzo di copertina: 20,00 euro (disponibile anche versione kindle a 2,99 euro)
Recensione.
La regina italiana indiscussa del fantasy romance è tornata con un’altra avvincente storia: Il Principe dei Corvi è uno stand alone emozionante che vi farà perdere la testa (anche Il trono del lupo promette tante emozioni, se non l’avete letto dovete rimediare).
È un romanzo che fa scontrare la devozione con il desiderio, la giustizia con il dolore, dove permane una disperazione feroce e una flebile speranza. Una storia dove l’intrigo politico è forte insieme a tanti personaggi che scuotono la scena. Un dual pov che ammalia, un romance tormentato e un fantasy colmo di elementi conturbanti che ci conquisteranno.
Già il primo capitolo ci mostra uno spiraglio di mondo crudele: Kira, la nostra protagonista, sta partecipando all’investitura dell’Ordine del Fuoco, che custodisce la fiamma viola lasciata dai draghi, per poter diventare paladina. Ma l’esito non è certo, i portatori devono infatti essere pronti a bruciare o essere promossi. Dieci anni di sacrificio, allenamento e capacità, dieci anni per Kira per poter arrivare vicina al suo sogno: diventare una giusta paladina. Il dovere è la sua religione, la sua determinazione non conosce fragilità. È un inizio potente e sconcertante, che ci dimostra come sia cupa la storia che stiamo vivendo.
La prosa è avventurarsi nella notte fonda, intensa e pericolosa, con la sorpresa di una minaccia o una dolce carezza che potrebbe scivolarci addosso. È proprio l’incognita, il non sapere mai davvero cosa accadrà che rende Il Principe dei Corvi un romantasy con un’essenza unica.
Lo stesso world building è complesso: ricco di fazioni diverse che si agitano all’interno della città, ognuno inseguendo i propri obiettivi. A Valea ci sono le confraternite umane, i lupi di Lorn, i vampiri di Morren e i vampiri Valesc, la stirpe che regna, gli unici degni successori dei draghi ormai scomparsi.
La città è divisa in Quartieri, ognuno indossa il bracciale che simboleggia la propria appartenenza, il bracciale è fondamentale per l'inquietante Lotteria, persone scelte come vittime sacrificali da mandare agli altri regni: il prezzo per far sopravvivere Valea. Per evitare di partecipare alla Lotteria mensile si combatte nella Cava, l’arena della città, dove il settore che vince evita di essere sorteggiato, ma nella Cava è lotta all’ultimo sangue.
L’Ombra è l’unica zona che non viene contata, né nelle fazioni né nella Lotteria. Una zona colma di ladri, criminali, banditi, dissidenti…o almeno, questo è quello che si pensa.
L’impostazione del romanzo preme molto sulla ferocia di un mondo che non guarda in faccia nessuno, piuttosto combatte con qualsiasi cosa a disposizione per la propria sopravvivenza, ne consegue un’atmosfera spietata che rende vividi sia i personaggi che si muovono all’interno e soprattutto le difficoltà che dovranno affrontare.
Si è già conquistati, e siamo incapaci di smettere di leggere.
L’equilibrio è vicinissimo al precipizio. La regina che governa è una Valesc ma non ha mai trovato la reliquia del drago che le dia la giusta legittimità. C’è tensione nell’aria, dilaniata tra la paura della regina e la voglia di ribellione. E qui scoppia, come una scintilla in mezzo ad un mare nero, l’incontro tra i nostri due protagonisti. Si incontrano per caso una notte, quando il mondo sembra perdere i suoi contorni decisi: una paladina che vuole solo sentirsi una ragazza e un vampiro che si veste di anonimità. Tra di loro tanti segreti e fedeltà diverse, eppure, c’è qualcosa che li spinge l’un sull’altro.
Una fame che vuole essere soddisfatta, un bisogno di capirsi, un desiderio inespresso.
Una è la paladina scelta a proteggere la regina, l’altro è un dissidente dell’Ombra, entrambi custodiscono un segreto sulla loro persona che è capace di scuotere l’intero regno. C’è già nell’aria uno struggimento cocente.
L’autrice ha saputo strutturare due protagonisti incredibili, che sanno impattare con forza sul lettore. Sarebbe riduttivo dire che li ho amati, c’è contrasto, profondità, tormento e un ambivalenza che non smette di angustiare ed estasiare.
- Kira, che splendida donna! Una paladina che ha sacrificato tanto per entrare a far parte dell’Ordine di Fuoco, è una lealista che crede nella regina e nel suo operato. Ma sotto c’è uno strato di vulnerabilità legata al sogno di essere riconosciuta.
Con lei viviamo una parte di Valea, il palazzo e gli intrighi che ne scorrono sotto: l’odioso paladino C sempre invidioso e che tenta in tutti i modi di denigrare la nostra protagonista, la regina Selis che da vicino è tutt’altro che regale, ma bellissima e crudele, il suo fedele alchimista, la Scorta, una ragazza allevata solo per nutrire la regina, la sua guaritrice. Insieme a Kira nel suo nuovo posto da paladina diventiamo consapevoli delle enormi fratture tra Corona e Fede, tra la regina e il Supremo, a cui va la totale fedeltà di Kira. - Damien, il principe celato, l’unico sopravvissuto alla Notte di Cenere che ha spazzato via la sua famiglia regale. Adesso governa i Corvi, nell’Ombra.
Contrabbandiere di elisir, un vampiro che desidera giustizia e vendetta, con lui vediamo l’altra parte di città, quella più oscura sì, ma anche la più affamata: orfani, persone che tentano di sopravvivere alla giornata, poveri e criminali che sono sempre visti con sufficienza. Con lui c’è il Consiglio dell’ombra, molto intrigante e piena di personaggi peculiari, e la sua amica Arlen che lo protegge da quando sono ragazzini ed è l’unica a sapere davvero chi sia Damien. Un morally grey scritto bene, tetro, ruvido, feroce ma anche intelligente, quieto, sottile.
La stessa Kira inizia a vacillare di fronte agli atteggiamenti della regina: è davvero il male minore che sta difendendo o una tirannia dal pugno di ferro? I dilemmi sono pugnali che affondano in lei: proteggere la regina o ergersi per difendere i deboli? L’incertezza l’agguanta e gli occhi scuri di Damien abbattono le sue difese.
La scrittura di Gea si sta evolvendo. È sempre stata una penna superba che sa incantare con la sua oscurità e dare emozioni, ma con Il Principe di Corvi l’autrice si addentra in una storia intensa e cruda in un modo fantastico. Si avverte il morso crudele degli eventi, le scelte dei personaggi, che sono lungi dall’essere limpide. Ci inchioda la disperazione e gioca con gli eventi, che diventano burrascosi.
A Valea la verità è pericolosa e la nostra paladina inizia a rendersi conto di molte cose che prima non vedeva, è come se gli incontri con Damien e la sua nuova posizione a palazzo come guardia della regina abbiano scoppiato la sua bolla. Adesso sente la corruzione che dilaga tra Palazzo e il Tempio, che i potenti prendono quello che possono e gli altri grattano la fame, la disperazione e la voglia di sopravvivere… solo che non basta mai per tutti.
Il dual pov rende tutto più intenso, l’enemy to lovers e il forbidden love qui sono parecchio entusiasmanti, soprattutto perché l’autrice li inserisce in un contesto ben studiato e ricco, non ci sono sbavature. Kira e Damien rappresentano due poli diversi, eppure, c’è qualcosa che li unisce: il desiderio di proteggere i deboli. Il loro rapporto prima parecchio contrastato dove si cercava sempre di frenarsi pensando alle incolmabili differenze adesso cerca invece punti di appoggio.
Il loro è un rapporto di fame, baci feroci e bugie spezzate tra i denti. La fangirl qui scalcerà parecchio, siete avvertiti. Ho amato tutte le loro interazioni e ci sono scene stupende, ah il cuore! Il cuore!
Ma la posta in gioco è alta. Basta un solo passo falso e tutto potrebbe precipitare. Ci sono tanti personaggi che rendono la storia sempre dinamica, sul filo del rasoio.
Il complotto per il potere si espande e si ramifica in modo superbo, anche perché iniziamo meglio a conoscere i personaggi e i loro desideri. L’autrice è bravissima nel saper tratteggiarci i caratteri principali dei personaggi che sono fondamentali per il procedere sinuoso della trama. Adele, che cova rancore muto mentre offre il collo alla regina. Il Supremo, che con rigidità e accortezza, cerca di proteggere il Tempio dalle scelleratezze della sua regina illegittima. Il lupo giovane dei Lorn, Lorik, che tenta di fare il meglio per il proprio Quartiere e non sa più se la regina abbia davvero a cuore i propri sudditi.
E parliamo di loro due: il motore della storia. Damien e Kira sono l’uno il pericolo dell’altro, al di là delle diverse prese di posizione. Kira ha giurato fedeltà al Tempio e ogni instante che passa con il vampiro Corvo è un rischio che potrebbe vederla bruciare. Anche Damien potrebbe rischiare la vita e tutto ciò che ha attentamente costruito: la paladina l’ha trafitto e fatto suo. Se i Corvi o lo stesso Consiglio dell’Ombra dovrebbe scoprirlo ci saranno conseguenze.
Si ritrovano sempre nelle parti opposte, ma si incontrano a metà, quando la notte è più buia ed è più facile nascondersi, anche da se stessi. Le mani avide, la pelle che canta, i baci teneri, la ferocia degli occhi che scavano dentro qualcosa. Ancorandosi. È una tortura stupenda.
Nel mentre, la trama procede come un vortice, il desiderio della regina di legittimare il proprio potere la rende ancora più crudele nelle sue gesta, indifferente alla sofferenza che provoca, esigendo tutto. Ma… lentamente, la rabbia scoppia, soprattutto quella di chi è stato relegato ai quartieri invisibili della città, come dimenticato, come spazzatura, come inutile. Insorge un sentimento intenso che cresce come un’onda che non si può fermare e che ingrossa col desiderio di schiantarsi. Siamo spettatori di momenti potenti che ci afferrano il cuore e che seguiamo con il fiato sospeso.
L’autrice è sempre incredibile nel saper articolare una penna descrittiva che arricchisce le scene al lettore. Ci sono passaggi davvero evocativi. Sentiamo la città trattenere il respiro per la Grande Convergenza, dove si dice che i mostri delle Montagne Maledette si libereranno per giungere in città. È mito e mistero ma che riesce a risvegliare una paura che non ha più freni. Le strade illuminate, i ceri neri che bruciano, le maschere di pelle a scongiurare. Così non fatichiamo nemmeno ad immaginarci la Cava durante i Giochi. Gremita di persone, schieramenti che in realtà sono uniti dalla medesima angoscia. Lo sguardo gelido della regina, i mormori che corrono veloci, il Pifferaio che si burla a gran voce di ogni cosa e l’arena… i concorrenti che combattono con tutto ciò che hanno. Gli aiuti crudeli del pubblico e il senso definitivo che pervade gli sfidanti con una terribile verità che senti fin dentro le ossa: solo uno può uscirne vivo.
Avvertiamo la tensione crescere nell’aria, Kira che stringe di più il suo bastone, un respiro trattenuto, un ingiuria, un singulto. E poi il gong che suona, le urla, i ringhi, gli ululati, sangue e morte, euforia e sopravvivenza. La legge a Kaldor è ingiusta ma agli déi non sembra importare. Sono soli.
E mentre un quartiere festeggia la sua immunità, un altro trema per la Lotteria, la possibilità di essere un sacrificio mandato a morire nei distorti riti dei regni del Nord. Sentiamo tutto sulla nostra pelle, rendendo questa esperienza di lettura qualcosa di prezioso e indimenticabile.
E poi… accade, la Grande Convergenza che non provoca la fine, ma una nuova possibilità: la Frattura si è sciolta e Kaldor adesso può attraversare le maree oscure. La regina ribalta tutto per il proprio tornaconto: declama una competizione per poter trovare l’anelata reliquia che la potrà rendere legittima agli occhi dei sudditi: recuperare l’ultimo uovo di drago.
La gara infiamma vecchi rancori e desideri sopiti. La regina gode nel trattare tutti come propri burattini e concederà al vincitore un desiderio. Il viaggio che si prospetta già insidioso per le numerose incognite diventa ancora più letale. È questo il punto di svolta nel romanzo.
La prima parte, infatti, è ambientata in città, fitta di intrighi e precari equilibri di potere dove conosciamo i personaggi. Ma questa sfida apre la seconda parte del romanzo: ricca di dinamismo, insidiosa, dove il destino di Kaldor verrà deciso.
Kira e Damien già divisi dalle loro differenze adesso diventano anche rivali nella gara. Il rischio di morire respira sugli sfidanti. C’è Kira, Corvin, Damien, Arlen, veterani delle Confraternite, vampiri di Morren e Valesc e per i lupi solo l’intrepido e giovane Lorik.
Ah, lettore, mettiti ancora più comodo perché qui la trama prenderà risvolti veloci e inaspettati, regalandoci emozioni forti (no ma che dico, fortissimi!). affronteremo l’irruenza del canale e la competizione che inizia a dare i primi colpi sleali. E poi, il sud si spalanca, nuovo, tetro, ricco di un disagio che si rivelerà poco a poco, come una marea che sale. Segreti, scelte difficili, onestà e bugie, lotte e alleanze.
Mi piace il legame che si inizia a creare tra alcuni personaggi, sebbene siano in competizione per la medesima cosa c’è un senso di fratellanza che ci riscalda. Si mostrano vulnerabilità e determinazione… ma il tradimento colpisce veloce. Pirati, creature mostruose e una sfida che lega e mette a dura prova. Il sud selvatico e inospitale tenta in tutti i modi di ucciderli, ma i nostri personaggi hanno la scorza dura e un obiettivo per tornare in città che gli brucia dentro. Ma tornare a Valea riscuote gli animi, risvegliandoli, rendendoli più freddi, affilati e imperdonabili.
Qui in una concitazione di eventi e un plot twist (che non ho visto arrivare) fa si che la tensione salga in modo insopportabile per poi, inevitabilmente, scoppiare.
Il caos in una città già stretta, una regina tiranna che diventa sempre più folle, la nostra paladina e il principe dilaniati da scelte difficili, insopportabili dove non esiste una strada limpida. Tutto viene inghiottito da un cupo livore. E ancora una volta, il romanzo stupisce.
I nostri protagonisti sono determinati a fare la cosa giusta per l’insieme, ma sono divisi, sfiancati, rigidi dai troppi avvenimenti. Tutto ritorna alla Cava. Tre prove per stabilire l’essere degno… ma la regina usurpatrice negli spalti sorride in modo infido, preannunciando qualcosa di assai spiacevole. Il lettore respirerà a fatica mentre inseguirà fedele gli eventi.
Credo che sia un romantasy indelebile anche per la capacità con cui i due protagonisti impattano sia sulla storia che sul lettore. Kira, paladina, fedele all’Ordine, spia, campionessa. È una protagonista caparbia a cui ci affezioniamo in modo immediato. Vulnerabile, complessa e colma di tante contraddizioni che tentano di appiattirsi. Dentro è un fuoco che attende la giusta scintilla per finalmente uscire dai bordi rigidi delineati da lei e dagli altri. La sua corazza pare inaccessibile e barcolla solo con Damien.
Damien, dissidente, vero erede al trono, Cupo, ermetico, letale. C’è una freddezza in lui che lo rende spesso irraggiungibile, eppure Damien non ha scelta, su di sé ha tante responsabilità e molte persone dipendono da lui, la casa dei Senzaluce e gli abitanti dell’Ombra. Ma i suoi occhi sembrano correre sempre verso una paladina che non dovrebbe volere.
Ah, lo slow burn is burning! Mi piace moltissimo come l’autrice pian piano avvicina i suoi due protagonisti. L’attrazione è istantanea ma il percorso per lasciarsi andare è lungo e pericoloso. Prima l’appartenenza a due credi e fazioni differenti, poi avversari della competizione, e dopo aver tolto tutti questi indumenti rimangono solo loro. Due amanti. Ma se c’è una cosa che adoro di Gea è saper rendere i protagonisti forti e non facilmente arrendevoli. La loro morale e le loro responsabilità pesano sulla bilancia, che pende…
Ed è in questo momento che la narrazione vacilla, facendoci assaporare tutte le crude emozioni che sfiorano il precipizio, il respiro trattenuto, prima di arrendersi alla caduta. Ne siamo completamente stregati.
Le emozioni qui scorrono veloci. Adrenalina, paura, rabbia per un sistema che non funziona e costretti a dover sottostare a qualcosa in cui non si crede, l’istinto di sopravvivenza che irrigidisce, rende feroci, più forti, la cruda violenza che brilla come lo scintillio imperdonabile di una lama nella notte. E ancora, la tenerezza inaspettata, il senso di trovarsi complici e difendersi, devozioni che si sbriciolano e verità che spezzano, le ambizioni che calpestano ogni cosa al loro passaggio, la disperazione di veder crollare davanti qualcosa che si credeva intoccabile. E l’amore, sempre l’amore che riempie tutto, qui viene portato al massimo del suo limite, c’è ferocia, fame, angustia e un desiderio che fra tremare mani e volontà. Il cuore non regge!
Mentre ci avviciniamo alla fine tutto diventa più intenso. L’oppressione di Selis, che avviene in tanti diversi modi, senza volerlo unisce fazioni diverse e stanche del giogo crudele a cui sono soggette. Basta una paladina capace di insorgere, un erede che si erge…e il baratro ci fa vedere la sua fine.
Il terrore e l’amore si intrecciano furiosi, cercando di dominarsi l’un l’altro mentre il dramma predomina la scena.
Il Principe dei Corvi è una storia furiosa e intensa, che non ci lascia respirare un attimo. Ad ogni nuovo capitolo, ad ogni nuovo passo, ad ogni interazione tra Kira e Damien ne restiamo incantati. C’è una bravura innegabile nel saper articolare le storie che l’autrice ci regala, le emozioni che ci trapunta addosso e la capacità di farti entrare nel vivo della scena. Siamo stati insieme a Kira e Damien fino alla fine, e li salutiamo come cari amici.
Fantastico, vi invito a dargli una possibilità: è una storia che rimane sul lettore.

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