Invisibili. La seconda indagine di Lucia Guerrero
Autore: Bernard Minier
Titolo: Invisibili. La seconda indagine di Lucia Guerrero
Trama: In Galizia, nel Nord della Spagna, un killer rapisce donne all’alba, mentre si recano al lavoro. Donne che incrociamo ogni giorno senza vederle, donne delle pulizie, cassiere, commesse... Donne che scompaiono nel nulla, inghiottite dal silenzio. Le «invisibili» della società. A Madrid, invece, la violenza esplode sotto i riflettori. Qualcuno prende di mira persone benestanti, lasciando sulle pareti delle loro case una scritta identica ogni volta: «Ammazziamo i ricchi». Due assassini. Due mondi agli antipodi. Nessun legame apparente. E in un clima di rabbia e protesta sociale, Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil, dovrà indagare su entrambi i casi. Ma più si avvicina alla verità, più tutto si confonde. Messaggi anonimi la perseguitano, tra morti scenografiche e un dubbio assillante: è lei la cacciatrice… o la pedina di due menti diaboliche?
Casa editrice: Baldini e Castoldi
Prezzo di copertina: 22,00 euro
Recensione.
Il ritorno tanto atteso: Minier con una nuova elettrizzante indagine guidata dalla nostra affezionata tenente della Guardia Civil, Lucia Guerrero (qui per leggere la prima indagine) Minier è incredibile con questo secondo volume alza l’asticella della suspense e conquista in modo totale il lettore.
Lucia senza volerlo è diventata il volto del UCO, celebre per alcuni dei suoi casi più inquietanti dalla risoluzione peculiare…dunque, mentre sta seguendo una pista in Galizia, dove delle donne vengono rapite e poi assassinate, il suo capo le ordina di ritornare immediatamente a Madrid per un nuovo caso, considerato di massima importanza…beh, perché si tratta di figure di spicco della società d’elite spagnola. Scene del delitto spietate e ben studiate dove compare sempre la sinistra scritta “ammazziamo i ricchi”. Lucia si ritroverà tra le mani un caso insidioso, reso ancora più fragile e complesso dalle sue vittime di spicco.
La prosa di Minier non smette di conquistare: cupa, incalzante, colma di irrequietudine, semplicemente impossibile da ignorare. E anche la storia presenta un ritmo magnetico, soprattutto per il contrasto tra i due diversi casi che si andranno ad approfondire.
Madrid viene inesorabilmente inghiottita dalla nuova frenesia di questi omicidi peculiari: la curiosità morbosa e un pizzico di cattiveria animano la narrazione che i media propongono, riempiendo le prime pagine con titoli accattivanti e tutti, nei tempi dei social, si sentono autorizzati a dire la propria opinione, riempiendo i canali di odio e confusione. E in tutto questo la nostra tenente si trova a indagare, destreggiandosi tra problemi familiari, tensioni interne e la determinazione di chiudere presto questo caso. Qui, è accompagnata dal nuovo arrivato, Soler, sprezzante, desideroso di comando e di non essere un subordinato, egocentrico, che getta una cappa di agitazione ulteriore alla trama.
Gli omicidi della capitale prendono di mira i ricchi e le scene del crimine sono brutali e “scenografiche”, come se l’assassino ci tenesse ad ottenere un effetto spettacolare, in modo da incutere un terrore non facile da scrollarsi di dosso. O, forse…distogliere l’attenzione da qualcos’altro.
Nello stesso tempo, anche l’incubo in Galizia continua: donne che scompaiono e dopo cinque giorni esatti vengono ritrovate morte, la maggior parte di loro sono le “invisibili” quelle che svolgono lavori umili e si alzano all’alba. E scompaiono senza lasciare traccia, nella nebbia caliginosa del mattino che pare celare la lunga e minacciosa figura dell’assassino. Qui abbiamo Alvaro che segue piste sottili e continua ad aggiornare Lucia dei piccoli progressi, eppure, c’è un moto di turbamento che riveste il territorio: l’assassino ha rapito un’altra giovane donna che si stava recando a lavoro, Alvaro sa che il tempo stringe inevitabilmente per ritrovarla viva.
Due assassini freddi, brutali, silenziosi. Uno che sembra odiare le donne, l’altro i ricchi. Due indagini contemporanee dalle incognite oscure. Possiamo quasi percepire lo scorrere del tempo e la tensione che avviluppa le pagine in una morsa che si fa sempre più urgente.
In questo volume la disuguaglianza tra i potenti e le persone comuni viene esaltato in modo nitido. C’è rabbia, impotenza, paura e un senso contorto di vendetta che inizia a farsi strada. L’autore esplora, senza mezzi termini, le lacune enormi tra questi due diversi gruppi, mettendo a nudo le ingiustizie che lasciano l’amaro in bocca nel percepire i due e due misure: il caso della Galizia non ha la stessa attenzione e impegno che invece esige il killer dei ricchi, e la rabbia di questa iniquità esplode furiosa.
La trama procede ben spedita, tutto è inglobato da un’incertezza che si avverte nelle pagine mentre la tensione si accumula. Il caso mediatico tiene costantemente i riflettori su Lucia e sul suo operato, ma non solo: c’è qualcuno di interno che l’ha presa di mira. La suspense si gonfia, al limite.
Il caso sull’assassino dei ricchi va velocemente in escandescenza, e Lucia finisce nel mirino delle contestazioni proprio perché rappresenta “l’ordine pubblico” osteggiato per la preferenza delle persone importanti, così i manifestanti, gli estremisti, gli arrabbiati crescono e la storia si carica. E parliamo della nostra Tenente.
Lucia è uno di quei personaggi che prendi a cuore proprio per la sua capacità di presentarsi priva di smussature. È tagliente, testarda, brava nel suo lavoro, vulnerabile, tentennante, furiosa. Adoro come l’autore riesca a mostrarci le sue luci ma anche le sue ombre, rendendola realistica e vicina. Il legame empatico con il lettore è forte.
Minier è un narratore speciale, in Invisibili costruisce una trama articolata in più livelli ma la propone con una penna così fluida, che non c’è difficoltà nell’esaltare la complessità dei dilemmi, delle scelte, delle lotte, sapendo abilmente sottolineare le brutalità e le violenze che scorrono al di sotto della superficie, che scoppia e poi si acquieta, come onde sulla battigia: metodiche e cruente.
È impossibile mettere giù il romanzo, ne siamo attirati come un magnete proprio perché l’autore sa proporci un’indagine complessa che esplora a trecentosessanta gradi. Io ne sono rimasta semplicemente entusiasta.
Ed è qui che c’è la svolta: l’adrenalina scorre veloce quando iniziamo a connettere i punti, paura, pericolo, orrore si mischiano insieme. La stessa prosa ribolle, il ritmo sale e la tensione ci avvolge mentre esploriamo la malvagità nelle sue sfumature più diverse, il luccichio di crudeltà che è sempre stato davanti ai nostri occhi. Le ultime centinaio di pagine si divorano con la consapevolezza di star vivendo un thriller mozzafiato, che lascia aperti risvolti disturbanti: i casi si sono conclusi, ma la minaccia per Lucia persiste e avanza quieta nell’ombra…
Anche questa seconda indagine per me passa a pieni voti. Ho bisogno del terzo volume adesso!

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