Festa di Mezzanotte
Autrice: Lucy Foley
Titolo: Festa di mezzanotte
Trama: Il Maniero è una tenuta extralusso immersa in un’antica foresta del Dorset riguardo alla quale sopravvive un’antica leggenda: pare sia abitata dagli Uccelli, creature vendicatrici della tradizione pagana chiamate a rimediare ai torti causati da chi elude la giustizia. È stata progettata per offrire una fuga pacifica a ospiti privilegiati e la sua proprietaria, Francesca Meadows, ha deciso di organizzare una memorabile festa del solstizio d’estate con l’aiuto di suo marito, più giovane, l’aspirante architetto Owen. Tutto procede come previsto, anche se Francesca si sente minacciata da Bella, un’ospite misteriosa che è decisa ad affrontare i segreti del suo passato. Ma all’improvviso un evento straordinario sconvolge i loro piani: un incendio devastante travolge il Maniero, gli ospiti sono terrorizzati e viene rinvenuto un corpo senza vita. Il giorno successivo al solstizio, indagando sulla tragedia accaduta al Maniero, l’ispettore Walker comincia a porsi una serie di domande: cos’è successo durante il solstizio? Chi è morto? Chi è il responsabile? Come si è sviluppato l’incendio? I lettori hanno il compito di raccogliere i pezzi del puzzle per risolvere il mistero; ma nulla è come sembra e l’astuta narrazione di Lucy Foley vi terrà con il fiato sospeso.
Prezzo di copertina: 16,90 euro.
Recensione.
Festa di Mezzanotte è un thriller ben gestito che riesce a risucchiarci nella sua storia, che diventa sempre più oscura man mano ci inoltriamo nelle sue pagine.
Siamo nel Dorset, il Maniero è un hotel di lusso ancorato in uno splendido luogo ricco di natura, vicino al mare. New age e chic, letteralmente un paradiso per chi può permettersi di trascorrere del tempo in questo ritiro.
Francesca Meadows è la creatrice di questo meraviglioso resort, un terreno che ha ereditato dai nonni... ma che sembra celare segreti ritorti. Non solo, ma la gente del luogo non vede di buon occhio l’hotel e le restrizioni che hanno imposto al bosco vicino.
La narrazione è cinematografica ed espressiva. C'è una capacità sconvolgente nel riuscire a farti avvertire tutta la scena che l’autrice tratteggia in maniera magistrale.
Nel romanzo sono presenti più pov, diversi personaggi che ci permettono di visualizzare la trama da una prospettiva decisamente più ampia, ognuno di loro ci dà preziosi tasselli di un puzzle complesso.
C'è Eddie, il giovane del posto che lavora nel Maniero. La sua famiglia possiede una fattoria poco distante da lì.
Francesca, la titolare del Maniero, elusiva ed ermetica. Le piace stare in controllo, in potere. Ha creato il Maniero per poter essere una grande famiglia dove governa ogni singolo aspetto e tutto, ovviamente, deve filare liscio.
Bella, un’ospite del Maniero. Un personaggio chiave ed emblematico nella trama.
Owen, marito di Francesca, l’architetto che ha ideato tutti i nuovi e armoniosi locali dell’hotel, ma c’è qualcosa di represso in lui, così come Francesca. Nel loro matrimonio pesano segreti da ambo le parti, che custodiscono gelosamente.
Tutti i personaggi appaiono inafferrabili, e sono proprio loro a rendere l’atmosfera diffidente, sottolineata anche dal desiderio, invece, di voler far apparire tutto a tutti i costi vibrante di energie positive.
E poi abbiamo il Maniero, mistico dove aleggia una sensazione di tensione che non si riesce ben ad individuare. Sentiamo la foresta premere sui vetri, le frodi sussurrare segreti di un passato che pare tornare con forza. E in mezzo a tutto la leggenda antica e pagana degli Uccelli, esseri che vendicano i torti subiti, resilienti e inarrestabili come la natura stessa.
Lo chic del luogo e lo snobismo mischiato agli altri elementi della trama lo rendono frizzante e sbarazzino. Aggiungiamoci un’inquietudine resa colorata da superstizioni legate al luogo.
Un thriller con la giusta dose di bollicine per essere apprezzato. La storia si inframmezza nel weekend di apertura del Maniero, fino alla funesta festa del solstizio e il dopo dove seguiamo il detective Walker che tenta di ricostruire i torbidi eventi che hanno condotto alla morte qualcuno.
Conditi anche da pagine di un diario, di cui presto capiremo a chi appartiene, che racconta sprazzi di un’estate risalente a quindici anni fa. Un'estate che gira sul Maniero quando ancora era una casa lussuosa di gente ricca e potente, sui suoi boschi densi e su... le feste di mezzanotte.
Lentamente ci viene inculcato anche il terrore non identificabile degli Uccelli, una presenza onnipresente nella storia ma che finora non si era mai presentata davvero. Gli Uccelli che affondano le loro radici nel misticismo e le leggende del territorio, che tornano adesso con prepotenza, richiamati da qualcuno per vendicare i torti subiti.
L'idillio forzato e brutalmente sopra le righe viene oscurato dal passaggio di ali piumate, premonitore che qualcosa di sinistro si avvicina velocemente al Maniero lindo e scintillante. I personaggi iniziano a far traballare le maschere che si sono imposti.
Da qui è solo uno scivolare nel caos che si è evitati fin dall’inizio, un caos che sa di passato, di segreti, di traumi, di morte, di paura e di voglia irrefrenabile di vendetta. Tutto si connette, si elettrizza, l’angoscia si alza e il desiderio di ferire l’altro è come l’alta marea: non ci può sfuggire.
Mi piace come l’autrice renda ogni pov caratterizzato, dove a secondo del punto di vista gli altri personaggi sembrino ribaltarsi completamente. È un aspetto che mi ha divertita moltissimo, mostra come non solo percepiscano gli altri e le loro azioni ma anche cosa credono di loro stessi e sta al lettore rimanere vigile ed unire i tasselli.
La prosa si stringe intorno a noi, i nodi irrisolti vengono al pettine in modo doloroso, farcito con qualche ben posizionato plot twist e conseguenze di azioni che trovano il loro corso, punendo o gratificando. Tutto è frenetico, feroce e liberatorio.
I capitoli della festa del solstizio sono intensi e vividi, l’autrice li gestisce in modo meraviglioso con estrema fluidità.
La festa di Mezzanotte è un thriller che mi ha completamente assorbito al suo interno. L'inizio è partito un po' traballante ma si è ripreso alla grande. La Foley dimostra di essere un’autrice che va tenuta d’occhio.

Commenti
Posta un commento