La spada di Kaigen
Autore: M. L. Wang
Titolo: La Spada di Kaigen
Trama: Su una montagna ai confini dell'Impero di Kaigen vivono i guerrieri più potenti del mondo, capaci di sollevare il mare e di brandire lame di ghiaccio. Per centinaia di anni, i combattenti della penisola di Kusanagi hanno tenuto a bada i nemici dell'impero, tanto che quel loro gelido pezzo di mondo è noto come "la Spada di Kaigen". Nato nella leggendaria famiglia Matsuda, il quattordicenne Mamoru ha sempre saputo qual è il suo destino: padroneggiare le tecniche di combattimento segrete della sua stirpe e proteggere la patria. Ma l'arrivo di uno straniero svelerà cosa si cela dietro la presunta età di pace di Kaigen, e Mamoru si accorgerà che l'impero che gli hanno insegnato a difendere è fondato su menzogne. E soprattutto scoprirà che sua madre Misaki non è la mansueta donna di casa che ha sempre conosciuto. Quando, con le nozze, è entrata nella famiglia Matsuda, ha messo da parte la sua spada assieme al suo passato. Ma ora che dal mare sembra giungere il pericolo di un'invasione, la fiera guerriera che è in lei non può più nascondersi.
Prezzo di copertina: 24,00 euro.
Recensione.
Lo dico fin da subito: andate a leggere questa assoluta meraviglia perché è IL fantasy migliore dell’anno. Siete stati avvisati.
La spada di Kaigen è un fantasy dalle mille sfaccettature, capace di rendersi indimenticabile nel cuore del lettore proprio per la sua vividezza, personaggi grandiosi e di profondità e una narrazione sublime.
Aggiungiamoci la grande capacità di fare del male, c’è violenza e terrore che ti masticheranno viva. Euforia, dramma, gloria e sete di sangue, tutto viene finemente intessuto in questo capolavoro.
Antiche Case di Guerrieri che si dice discendano dagli dei, che anche in tempo di pace, mantengono la loro lama lucente e il loro temperamento pronto a qualsiasi evenienza. Una volta avventurata tra queste ricche pagine, non vorrai più lasciarle.
Le emozioni intense che ti farà provare questo romanzo rimarranno inesprimibili, il battito accelerato, la pelle d’oca, gli occhi lucidi e quel miscuglio di terrore e desiderio che provi mentre segui fedelmente i personaggi. È questo quello che rende un lettore vivo mentre si insinua in questa storia, che meraviglioso viaggio vi attende!
Il luogo in cui è ambientata la nostra storia fa parte dell’impero di Kaigen, un impero diviso diversi decenni prima con la rivoluzione raganese, una guerra cruenta che non si è mai davvero esaurita.
Qui abbiamo i Teoniti, ovvero superumani elementali, ne abbiamo diversi tipo, ad esempio i Jijaka che possono controllare l'elemento acqua, i Fonyaka governano l'aria, ancora i Tajaka hanno il potere del fuoco, e così via.
I personaggi del nostro libro vivono su una montagna, che si staglia fiera e indomita nel paesaggio arrochito dal mare, che guarda l’Unione Raganese senza nessun timore, pronta e fiera a proteggere i propri domini, per non far penetrare le forze nemiche nel cuore dell’impero.
Loro, sono la Spada di Kaigen. A questi guerrieri viene inculcato fin da piccoli il grande onere e onore di servire il proprio Impero, difendendo dando la propria vita e quella della propria famiglia per non far soccombere il grande e appannato impero kaiganese.
Ma... siamo sicuri che ciò che credono i nostri personaggi e ciò che viene loro insegnato sia la verità e non dolce propaganda? Leggendo, l’hype non fa che aumentare: le premesse delle prime cento pagine sono superbe e promettono una storia immersiva e brutale.
Il romanzo ha due principali punti di vista: Misaki, moglie di Takeru Matsuda, a cui ha dato cinque figli maschi, tra cui il primogenito Mamoru.
Misaki è un personaggio complesso, dai bordi affilati che ha smussato per poter adattarsi alla sua nuova vita di moglie e madre. Eppure, come capiremo subito, Misaki è molto più di questo, un personaggio che non è stretto nel credo incrollabile che offusca la loro piccola isola sull’illusione del bravo imperatore e del possente loro impero. Questo perché Misaki, in adolescenza, è stata mandata fuori dai confini dell’impero per studiare, incontrando e scontrandosi con diverse realtà e culture. Discendente della antica famiglia Tsusano, esperti nella manipolazione del sangue, è stata data in sposa alla famiglia Matsuda, potenti e fieri guerrieri che possiedono la segreta tecnica della Lama Sussurrante.
L’altro punto di vista è quello di Mamoru, alle prese con la scuola e tentare di far sua l’antichissima tecnica della Lama Sussurrante, solo con il suo jiya dover formare una lama di ghiaccio così potente e solida che spezza qualsiasi lama. Viene allevato per diventare un grande e temibile guerriero, è un Jijaka, appartiene ad una grande progenie di stirpe di guerrieri risalente ai tempi dei miti, con il potere di controllare l’acqua. Crede fermamente in ciò che gli viene insegnato, con orgoglio si impegna al massimo per la sua Casa, la sua terra e per il suo Impero.
L'arrivo di uno studente straniero, tuttavia, inizierà a minare certezze che pensava fossero incrollabili. Mamoru inizierà il lento e amaro percorso della disillusione, che segna, inevitabilmente, il passaggio da ragazzo ad adulto.
La narrazione è ricca e fluida. Può ribollire come un mare in tempesta, conducendoci in momenti impervi dove le emozioni forti ci chiudono la gola, o può essere quieto e lieve come una brezza che rinfresca.
Il world-building è grandioso, si denota benissimo come l’autrice abbia pensato a qualsiasi minuzia. Come ho già accennato, la Spada di Kaigen è situata nella penisola del Kusanagi, una sottile striscia di terra indomita che l’hanno resa uno dei primi luoghi di attacco da parte di possibili invasori. Le stirpi di guerrieri della Spada di Kaigen hanno il compito di fermare l’avanzata di qualsiasi nemico, con il loro acume, la loro ferocia e bravura nella spada.
Dunque, in questa piccola isola ci sono i più grandi guerrieri di tutti i tempi, discendenti delle più antiche e nobili famiglie, con un jiya potentissimo e con un controllo di filo superbo. L’immersione all’interno del romanzo è totalizzante.
Respiriamo a pieni polmoni l’aria rarefatta della montagna, sentiamo il rumore furioso del mare che ci circonda, c’è bellezza e durezza in tutto e ci gonfia il cuore. Possiamo quasi sentire lo scorrere dello jiya, freddo e possente; il suono dei martelli e il calore dei fuochi delle fucine. E ancora, il fragore di spade che si incrociano, di voci che si alzano, di guerrieri che tornano al lustro. Questi guerrieri sembrano possenti e impossibili da battere.
Ma persino il ghiaccio più solido può tremare...
Inoltre, il romanzo è un incontro e scontro tra opposti, che si attraggono e lottano tra di loro, riuscendo a prevalere solo amalgamandosi. Ci sono tanti temi all’interno che richiamano questa potente ambivalenza, ne faccio presente qualcuno giusto per farvi capire la perfezione del libro sotto ogni suo aspetto.
Modernità e tradizione coabitano. L’isola di Kaigen ad un occhio esterno può apparire retrogrado, ancorata ad un passato che la sta lentamente inabissando, eppure, tra la sua polvere, arde il mito che non si è mai estinto. Un sottile legame a qualcosa di lucente e grandioso che continua ad echeggiare ancora oggi.
“L’impurità” della tecnica di Mamoru, che non riesce a creare la Lama Sussurrante in quanto la sua tecnica non è limpida come quella che dovrebbe possedere un Matsuda, ma in qualche modo contaminata dalle tecniche di sangue della famiglia della madre, i Tsusano. Un'ambivalenza che rende Mamoru l’esempio perfetto dell’incontro tra due potenti Casate. Il nostro giovane protagonista dimostrerà a sé stesso e agli altri come questa “impurezza” verrà piegata a suo favore.
Un’altra grande e sentita ambivalenza è Misaki, guerriera e madre, due facce della stessa identica donna. Eppure, a differenza di Mamoru, Misaki tenta di dimenticare la prima e abbracciare completamente l’altra... non riuscendo in nessuno dei due casi. La nostra protagonista imparerà sulla sua pelle a dover saper raggiungere un necessario equilibrio.
E ancora, l’amore dei genitori per quello dei figli che non ha una sola forma. Si muta, si adatta, si rompe e si irrobustisce. Vedremo come i genitori falliscono nel loro ruolo e come altri tentino di evitarlo, come si cerca di esserne migliori e di sacrificarne tutto.
E parliamo anche dei personaggi, ampliamente caratterizzati, capaci di profondità e contraddizione, di crescita e di cruccio. L’autrice li ha resi così vividi che sembrano fuoriuscire dalla carta e farsi reali, vicini.
- Mamoru, presenta una bellissima e sofferta crescita. Un ragazzino quattordicenne che porta sulle spalle il peso di essere l’erede della potente famiglia Matsuda. Si scontra subito con delle certezze che gli vengono frantumate davanti agli occhi, incespica tormentato... ma Mamoru ci dimostrerà come sia un guerriero maturo per la sua età, ritrovando l’equilibrio appoggiandosi a ciò che conta davvero. La speranza della madre, che non sapeva di possedere, inizia a dare i suoi frutti: Mamoru può essere anche diverso dal padre. Glaciale, duro e imperdonabile ma non solo quello, c’è altro che lo anima e lo infervorisce rendendolo indelebile agli occhi del lettore.
- Lo stesso Takeru, padre di Mamoru, è un personaggio denso, celato, il più ermetico. Ho avuto emozioni discordanti per il marito di Misaki per tutto il romanzo. È innegabile che anche lui sia stato strutturato senza sbavature, quieto, chiuso, freddo, in uno stato perenne dove nulla sembra scalfirlo come il ghiaccio più radicato della montagna stessa. Ma non è sempre vero... e lo scopriremo solo leggendo.
- Eppure, il mio personaggio preferito rimane Misaki, il più complesso, bello, sofferto e tagliente di tutto l’intero romanzo.
Il passato di Misaki ci permette di vederla davvero, senza nessuna foschia dei doveri che la rivestono. Impariamo a conoscere il suo amore feroce per l’arte della spada, da dov’è scaturito e cosa l’ha intensificato, rendendola una vigilante e una guerriera formidabile. Si è allenata nell’accademia di Nuovo Giorno con il temibile maestro Wangara, uomo di spada eccezionale della Yamma. Ha studiato, si è allenata... con l’orrore di sapere che dopo conclusi gli studi sarebbe stata data in sposa.
Come guerriera Jijaka ha imparato ad adattarsi a qualsiasi forma e sopravvivere. Una guerriera strappata ai suoi sogni e desideri diventando un guscio vuoto dei Matsuda, che poi è stato riempito violentemente dal dovere e ruolo di moglie e madre. Misaki ama i suoi figli; eppure, per una gran parte di libro non li sente davvero suoi. Nemmeno la vita che vive sente sua, come un automa che va avanti per forza altrui.
Misaki è sottovalutata aspramente da suo marito e dagli altri guerrieri, in quanto è una donna. Una donna del kaigen non dovrebbe capire nulla del jiya di un guerriero, non le compete. Misaki scompare, si annulla... ma grazie alla nuova cognata Setsuko e l’amica Hiyori inizia a rivedere piccoli squarci di se stessa.
È la protagonista che ha la crescita e presa di consapevolezza in modo più brutale possibile. Misaki tornerà a sbocciare, furiosa e per nulla intimidita... proprio per l’amore dei figli. Si riscuote, scioccata, come se si stesse svegliando da un lungo torpore e fosse sorpresa di notare come possa essere feroce per i suoi figli. Per la sua famiglia. Piano, Misaki, torna, con un movimento studiato, conosciuto, come una lama che esce dal proprio fodero: senza esitazione.
Mamoru affronterà la sua prima battaglia, le illusioni di grandezza e orgoglio si incrinano di fronte allo scempio di crudeltà che deve vivere. Appare chiaro che il nemico è più forte e più preparato di quanto gli altri gli avessero fatto credere. Una rabbia e una voglia di ergersi lo scuotono, mentre gli eventi precipitano a ritmo di lama.
La disperazione, il senso del dovere, l’obbedienza agli ordini, il dover scegliere, tutto ha un sapore dolceamaro in bocca ai guerrieri.
Nel frattempo, anche Misaki farà i conti con la cruenta invasione. Dovrà difendere il focolare domestico, la cognata e i bambini. Misaki, finalmente, romperà le tavole di legno e si riapproprierà di una parte di sé, a lungo respinta e a lungo anelata. La guerriera si erge, assetata.
Misaki non combatte come i nobili guerrieri di Takayubi, è infida, veloce e cerca sempre il vantaggio e l’occasione che le permetta di prevaricare sul nemico più forte. Subdola, crudele e vuota, Misaki ha la certezza di essere un mostro; tutto il suo grumo di complessità si infittiscono man mano che avanziamo. Ne siamo incantanti.
Spero solo che riesca a perdonarsi, perché davvero è fantastica. Non solo come madre e donna, ma anche come guerriera. Che importa se non abbia la bravura di Mamoru, il controllo del proprio jiya come Takeru o l’incredibile nobiltà del cognato, Takashi. Misaki uccide per proteggere, non conta nient’altro.
L'autrice è stata ineccepibile nel descrivere le intense e lunghe scene di battaglia. Crude, violente, disperate... a cui non puoi fare altro che soccombere. Aggiungiamoci anche l’amarezza di vedere la violenza e di sentire la ferocia perpetrata nei villaggi e sulle persone. Lutto, dolore, rabbia, si mischiano insieme in modo così prepotente chiudendoti la gola.
Ed è solo attraverso tutto questo che sia Mamoru che Misaki emergono affilati, come non lo sono stati mai, lame imperdonabili. Battuti più volte per eliminare ogni debolezza, ogni sintomo di incertezza, semplicemente letali.
Mamoru diventerà un guerriero, l’orgoglio dei Matsuda, mentre si erge solo a fronteggiare il nemico, consapevole per cosa è stato educato: essere la spada di Kaigen e non lasciare che la minaccia avanzi.
Ah... le emozioni in questa storia non lasceranno scampo, scavano ed esigono il loro spazio nel cuore e nella mente di chi legge. Sussulti di pericolo, eccitazione, dramma, fierezza furiosa per chi si erge, il cuore in gola quando due lame e due jiya si scontrano, l’angoscia e il senso di disperazione che penetra come artigli affilati dentro di te. E l’euforia che pervade infiammandoci ogni nostro nervo.
E ancora, il dolore e la rabbia che cedono il posto all’impotenza, fredda, muta, inafferrabile. Tutto questo non avrebbe l’impatto che ha se non fosse per la sagace prosa del libro, una narrazione incalzante, magnetica, che riesce non solo a farci visualizzare la scena ma a dipingerla, arricchendola, rendendola viva.
È così vediamo la velocità letale con cui si muove Dai Yukino mentre brandisce lance di ghiaccio. La devastazione mirata e inarrestabile di una Lama Sussurrante. Un drago di ghiaccio e acqua che scuote e infuria, portandosi dietro scie di emozioni che non si possono davvero analizzare, solo vivere e respirare. Desiderandone di averne ancora, e ancora.
Ci saranno scene del libro impresse a fuoco dentro di me. Momenti che ancora oggi, mentre scrivo per voi queste parole, mi fanno rabbrividire per la potenza con cui vengono raccontati. Come il momento della presa di consapevolezza all’arrivo del nemico, dove il mondo che conoscevano si incrina capovolgendoli. Mamoru e i pochi guerrieri che difendono una linea, con coraggio freddo che recide ogni singulto di paura. Il potere dei fratelli Matsuda, Takeru e Takashi, all’opera creando bellezze e terrore da farti spalancare la bocca. E ancora, Misaki quando ristringe l’elsa di Siradenyaa, la figlia dell’Ombra, uno dei tanti momenti che provoca forti, fortissime, emozioni nel lettore.
Altri momenti che non posso citare per non fare spoiler... ma che mi hanno reso un grumo inconsistente di emotività e pelle d’oca.
Faccio davvero fatica ad esprimere cosa sia stato questo romanzo per me, la forza con cui impatta, l’amore con cui cresce e la vividezza del tutto con cui rimane ancorata.
Dopo tanto dolore, rabbia, sacrificio, dopo tante lotte e discussioni necessarie, si inizia ad intravedere l’alba fievole di una speranza che sfiora i nostri personaggi, incrollabili e fieri nella loro montagna. È un’immagine così bella, sofferta e anelata che ci stringe semplicemente il cuore.
La Spada di Kaigen diventa immediatamente uno dei miei romanzi preferiti, leggete questa meraviglia.
Commenti
Posta un commento