Il signore della Torre. L'ombra del Corvo vol II
Autore: Anthony Ryan
Titolo: Il signore della Torre. L'ombra del Corvo vol II
Trama: Dopo anni di prigionia nell’Impero Alpirano, Vaelin Al Sorna è tornato nel Regno. Non è più il guerriero al servizio della Fede che era un tempo: ha deciso di abbandonare l’Ordine cui apparteneva e ora la sua spada è avvolta in un fagotto di tela per non essere più usata. E anche il Regno è cambiato: sul trono che fu del cospiratore e guerrafondaio Janus, ora siede suo figlio Malcius, intenzionato a costruire palazzi, strade e ponti, e anche più tollerante verso i diversi orientamenti religiosi; nel frattempo sua sorella, la principessa Lyrna, sta andando a stipulare una pace con i selvaggi Lonak. Il re nomina Vaelin Signore della Torre delle Lande Settentrionali e lo invia a nord per governare quelle terre. Ma nel mentre una nuova minaccia sta sorgendo, un’invasione pianificata da lungo tempo da una forza al di là dell’oceano, intenzionata a spazzare via il Regno. Per fronteggiarla, Vaelin, guidato dal canto del sangue, il dono magico che gli scorre nelle vene, sarà costretto dopo molto tempo a riprendere in mano la spada.
Prezzo di copertina: 19,90 euro
Recensione.
Ritorniamo nel meraviglioso mondo creato da Ryan con il secondo volume della trilogia L’ombra del Corvo. Come sapete bene, amo i volumi che stanno in mezzo: approfondiscono la vicenda e la possiamo gustare con la certezza che la fine è ancora lontana.
Il finale del primo volume ci aveva lasciati con un sapore dolceamaro sugli ultimi eventi. Adesso, il nostro protagonista è tornato nel Regno, profondamente cambiato da quando lo aveva lasciato. C'è un’amarezza e nuova acuta consapevolezza adesso a riempire il nostro Vaelin. L'hype che questa trilogia continua a generare è indicibile!
È un volume dove l’autore si prende il suo tempo per infittire la storia e il suo avanzamento, infatti, qui abbiamo più punti di vista e il wordbuilding così come la vastità della storia si allarga in modo semplicemente fantastico.
ediamo i principali punti di vista: Vaelin Al Sorna ha lasciato l’Ordine e dopo gli eventi finali del primo volume (dove ancora il mio cuore si spezza) è tornato nel Regno. Ma qualcosa è profondamente mutato in lui, la sua spada è coperta e legata, una decisione fondamentale: ha smesso di fare l’assassino. Ma Vaelin è una leggenda poderosa tra i feudi del regno e quando torna, ovviamente, non viene lasciato in pace. Il Re Malcius gli affiderà il compito di diventare il Signore della Torre nelle Lande Settentrionali, terre che al momento gestisce Dahrena, la figlia del precedente lord. Con lui porta la sorellastra, Alornis e i due impareranno a conoscersi. Le Lande sono un luogo unico nel Regno, dove c’è un miscuglio di genti e razze che vivono insieme, lì vicino abbiamo i Seordah, il popolo della foresta, e gli Eorhil, il popolo delle pianure. È un feudo complesso e piuttosto liberare.
Reva, una ragazza addestrata per uccidere il Lamabuia, Vaelin, e recuperare la spada del padre defunto il Veralama. Professa la religione del Padre inculcatagli dal prete che l’ha addestrata e picchiata per i suoi “peccati”. Ma ben presto Reva scoprirà che molte cose in cui credeva fermamente sono solo elaborate bugie.
Frentis, catturato e reso schiavo, vincolato dalle cicatrici e dalla volontà dei suoi nuovi aguzzini, padroni dell’Impero Volariano. Sarà proprio attraverso il vincolo che Frentis seguirà la sua padrona e ucciderà numerose senza potersi davvero opporre. Qui inizia il suo viaggio che lo condurrà a riabbracciare il Regno...ma non come lui sperava.
Lyrna, la Principessa che viene mandata a trattare la pace con i Lonak, dove dovrà incontrare la Somma Sacerdotessa Mahlessa.... ma la strada è assai impervia e non tutti i clan Lonak sono d’accordo con la scelta della Sacerdotessa. Qui inizia il suo viaggio pieno di insidie e attacchi, con il maestro Sollis a proteggerla e una lonak che impareremo ad apprezzare parecchio, Davoka.
Siamo agguantati da una struggente malinconia quando ci imbattiamo in personaggi che abbiamo apprezzato e amato… adesso mutati in maniera irreparabile.
Il regno ha un nuovo sovrano, Re Malcius, decisamente più posato e mite del padre, il re folle Janus. Adesso vige un Editto di Tolleranza, dove le diverse Fedi sono permesse e non più schiacciate sotto la forza bruta. I Negatori possono uscire allo scoperto, di contro abbiamo la nascita degli Ardenti, fanatici che sono animati dalla loro Fede incrollabile e pronti a tutto pur di proteggerla. Avvertiamo con decisione l’instabilità sotto la quiete del nuovo Regno, si agita pronta a spezzarsi.
La narrazione è meraviglia, piena e ritmata. L’autore ha un talento incredibile nel sapere levigare pian piano gli eventi che andiamo a vivere, tasselli che costruiscono la nostra storia articolata e qui ci dimostra, anche, la capacita ineccepibile nel riuscire a gestire tanti personaggi dandogli una propria impronta e allo stesso tempo intricare in modo fitto le trame e sottotrame, che si intrecciano e si spezzano.
Reva è fuggita, adesso, ad attenderla è una sfida assai ardua che la vedrà crescere velocemente. Nel frattempo, la guerra sembra sempre scovare Vaelin. Una nuova minaccia getta la sua ombra perfida sulle Lande Settentrionali: l’Orda dei selvaggi sembra stia tornando, insieme ai loro gatti giganti e falchi-lancia… ma l’esito sarà inaspettato, aprirà la strada ad una nuova complessità che scuote tutto il romanzo.
È un volume dove apprendiamo anche qualcosa di più sul Vuoto e sulla capacità di certi individui di poter prendere possesso dei corpi altrui, ne esistono tre che seguono gli ordini del proprio Padrone, l’Alleato. E il canto di Vaelin risuona di una nota sinistra e impellente che sembra rimbombare anche nella nostra pelle: c’è qualcosa di orribile che sta per abbattersi; le visioni sono stralci cupi che mettono freddo nel cuore.
E poi… accade. Improvviso, veloce, di una velocità che denota un’attenta organizzazione: l’invasione dell’enorme e temuto impero volariano cala sul Regno, impreparato. Le città iniziano a cadere e la violenza straripa dai bordi. L’esercito del nemico è ben organizzato, composto dalle Spade Libere, dagli schiavi soldati che sono i Varitai, e un contingente di schiavi addestrati in modo speciale che non arretrano di fronte a nulla, i temibili Kuritai.
È un libro perfetto, non c’è staticità, ovunque insorgono problemi e battaglie che mantengono la tensione e l’euforia a picchi altissimi. Nel Cruambel abbiamo i fanatici, i Figli del Veralama, che continuano a portare sconcerto e Reva, che viene riconosciuta dallo zio, feudatario Sentes Murtor, darà loro filo da torcere. I venti di guerra soffiano forti sul Regno, sradicando speranza e impiantanto un terrore che sembra non avere nome ma che afferra le viscere.
Tra gli sviluppi dei personaggi più avvincenti c’è senz’altro la principessa Lyrna. Nel primo volume ne abbiamo percepito la fredda astuzia, come se tutti fossero solo delle mediocri pedine di una partita di Keschet. Adesso, c’è una nuova maturità e consapevolezza, forse dovuta sia agli eventi che attraverserà e le colpe pesanti delle sue azioni precedenti. Ma Lyrna è sempre un personaggio grigio, non facile da collocare che si fa amare in una situazione e odiare in un’altra.
E qui, lettore, le emozioni saranno molte e altalenanti. E Vaelin, ah, l’amore per questo personaggio non smette mai, mai. L’abbiamo visto crescere e diventare quello che è. Forse, è proprio l’amore che nutriamo per lui che ci rende sensibili e orgogliosi ad ogni sua mossa. La fermezza, la capacità, temuto e disprezzato, desiderato e rispettato, Vaelin Al Sorna è indelebile.
Un aspetto (sì, l’ennesimo!) che apprezzo moltissimo è che le sottotrame impiantate nel primo volume qui tornano con nuova linfa: è tutto volto ad arricchire la storia ed emozionare il lettore fedele. Il signore della Torre è un volume ricco di intrighi, concitazione sussurrate sulle insidie che iniziano a stringere la loro morsa. È una spada a lungo custodita che anela di essere nuovamente impugnata.
Le emozioni non ci daranno tregua. La pelle d’oca, la meraviglia, l’entusiasmo e un pizzico di apprensione mentre vediamo i nostri personaggi diventare consapevoli dei pericoli tortuosi e il desiderio di dar battaglia. Il momento sta per giungere, dove Vaelin dovrà sbrogliare il fagotto che si porta appresso e riprendere in mano la propria spada: riabbracciando il suo essere guerriero, tra sangue, disperazione e voglia di prevalsa. E qui abbiamo anche il ritorno di Nortah, un fratello che all’inizio ho disprezzato e poi amato alla follia, che continua ad aiutare suo fratello, Vaelin, con Danzaneve e alcuni compagni che possiedono i doni del Buio, essenziali per lo svolgimento di trama che ci stiamo accingendo a vivere, abbiamo Cara, Marken, Cestaio e Lorkan.
Ma… è un libro complesso e dunque, ovviamente, l’invasione non è l’unica minaccia. Qualcos’altro di antico, potente e oscuro si muove, usando anche la guerra a suo vantaggio. Tre persone che non lo sono più e che indossano altri uomini e donne come maschere, insinuandosi ovunque, creando dubbio, discordia e morte.
E ci ritroviamo ad Alltor, dove dovranno convergere tutti. Dal Resoconto di Verniers che abbiamo ad ogni inizio di parte del romanzo, sappiamo fin da subito che i Volariani assedieranno la città e finalmente lo viviamo sulla pelle.
La città feudale si prepara all’assedio, ne respiriamo l’angoscia e la trepidazione mentre si creano frecce, si irrobustiscono le mura e i soldati si allenano. Un brivido ci percorre mentre la battaglia si avvicina, la speranza che tenta di sopravvivere tra le notizie sconcertanti che arrivano e la fame che inizia a dilagare nella città chiusa. Qui, la Strega, la nostra Reva ci renderà orgogliosi: è il momento in cui si spezza e si erge, più forte e impenetrabile. Il suo arco scova sempre il bersaglio, le sue spade scintillano promesse di morte e il cuore della città si aggrappa alla sua Signora, mentre lei continua ad ardere.
E quando la battaglia insorge e devasta il Regno, macchiandola di sangue e violenza, mentre le urla degli afflitti e dei disperati satura l’aria, e il cozzare delle armi infervora; sia la città di Alltor, devastata dall’assedio sia i ribelli sparsi nel Regno, guidati dall’instancabile Fratello Rosso… tutti sembrano volgere lo sguardo al Signore delle Lame, al Signore della Torre, al fratello che ha abbandonato l’Ordine: Vaelin Al Sorna. Una speranza che sa di furia e che riscalda. E non è solo (ah, il cuore qui! Il cuore!) con lui cavalcano tribù e guerrieri differenti, tutti riuniti sotto l’Ombra di Beral Shak Ur che cadrà con forza contro i nemici.
Da qui solo brividi.
L’autore è abilissimo nel tessere le sorti dei personaggi durante l’invasione che pian piano convergono. E la minaccia più oscura, terribile e inafferrabile che è caratterizzata dall’Alleato tira i suoi fili… Disperazione, rabbia, paura, morte e sangue. Sono gli elementi onnipresenti che danzano tra le pagine facendo compagnia ai loro personaggi. Ma c’è anche abilità, resilienza e una forza che non si sapeva di avere fin quando non c’è ne stato bisogno.
La scrittura riesce ad imbrigliare ogni suo momento, rendendo viva questa storia, il suo movimento veloce capace di afferrarti il cuore. Seguaci della Fede e ladri che diventano uomini di valore, ed eremiti che abbandono il loro esilio. Catene che si spezzano e il fuoco che divampa. Una regina che nasce dalle ceneri e una Elvearah, una strega che protegge la sua città assediata. Uno schiavo finalmente libero che si sceglie il proprio nome. E poi la battaglia tra flotte di velieri e uno squalo degli abissi che protegge ed odia, schiumando tra le onde. Un menestrello che non riesce ad acquietare l’odio che si è radicato. L’Urlita che brucia espandendo fumo nero, presagio oscuro nel Regno. Decisioni ardue, scegliere la sconfitta per poter vincere. Un canto di Sangue che diventa fortissimo e che esigerà il suo prezzo di essere pagato.
C’è cos’ tanta bellezza e orrore in questo volume che ci fa innamorare ad ogni capitolo. Il finale è illegale, riconfermandosi un epic fantasy pazzesco sotto ogni aspetto!

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