Schiavi dell'inferno
Autore: Clive Barker
Titolo: Schiavi dell'inferno
Trama: L’insaziabile appetito di Frank Cotton per le oscure esaltazioni del dolore lo ha condotto all’enigma della scatola di Lemarchand e, da lì, a una morte che solo un’anima corrotta potrebbe mai concepire. Ma Julia, la moglie di suo fratello, folle d’amore per lui, ha trovato il modo di riportare indietro Frank, benché a un prezzo terribile e grondante di sangue… e dalle conseguenze oscure e inimmaginabili. Tra racconti, romanzi bestseller e grandi film, nessuno si avvicina alla vivida immaginazione e ai terrori unici di Clive Barker. Schiavi dell’inferno è una delle sue opere migliori: una novella sconvolgente sui misteri del cuore umano, sugli orrori e i piaceri nascosti nel suo regno sconfinato. Una delle storie più spaventose che mai leggerete, che narra di avidità e amore, desiderio e morte, vita e prigionia.
Prezzo di copertina: 14,00 euro
Recensione.
Schiavi dell’inferno è un cult della letteratura horror, che a dato il via ai celebri film Hellraiser. Una storia breve, intrisa di una crudezza che non tutti riescono ad apprezzare, infatti, l’horror che siamo in procinto di gustarci è impassibile, colorato in modo vivido e portato all’estremo.
Frank attraverso la peculiare scatola di Lemarchand, che è un’ingegnosa scatola musicale di enigmi difficilissimi ad aprire, evoca l’Ordine dello Squarcio, dove appaiono grotteschi i Supplizianti, giunti al di là della porta, con un rimestio di campane, in un mondo di tenebra e crudeltà.
I quattro Supplizianti presentano ferite strazianti, le carni rivestite di uncini, aghi e catene. È un’immagine che l’autore riesce a rendere in modo vivido e cupo, in netto contrasto con Frank, estasiato e impaurito in egual misura. E Frank alla ricerca del piacere che il mondo terreno non è capace di soddisfare decide di seguire l’Ordine nel loro mondo, in un confine inquieto e del tutto ignorato.
Poco dopo, la vecchia e grande casa di Lodovico Street viene presa dal fratello di Frank, Rory e da sua moglie, Julia. Nella casa c’è una stanza con gli scuri inchiodati dove Julia ne viene attratta e allo stesso tempo impaurita; sente il rintocco lontano di campane e una tenebra che sembra sapersi infittire.
Veniamo mossi da un senso vago di inquietudine che ci risale lentamente, come lo zampettare indolente di un piccolo ragno sulla pelle.
Julia, come avremo modo di scoprire presto, è sempre stata attratta da Frank, il fratello scapestrato, il folle, il decadente, che insegue gli eccessi e le immoralità, ma che appare in una luce sempre sensuale e promettente rispetto al marito, Rory, stabile, quieto e noioso. Tuttavia il lettore non verrà tratto in inganno, Frank ci appare senza filtri: abietto, egoista, alla ricerca continua del brivido d’avventura che si consuma sempre con troppa velocità.
La prosa è oscura e asciutta, piena di una vena splatter che trova presto il suo sfogo tra le pagine. Lo stile proprio di Baker rende l’atmosfera della novella come un sospiro trattenuto che attende il momento agognato dello scoppio. Ne avvertiamo ogni bordo, ogni piccola disperazione che viene denudata fino ad arrivare all’osso del desiderio, funesto e gelido, eppure, ancora ammaliante.
E tutti i personaggi della storia a modo loro sono coinvolti nelle pulsazioni più recondite, alcuni riescono a portarlo all’eccesso, altri ad ingabbiarlo. Nel primo caso troviamo indubbiamente Frank, al polo opposto, invece, Kirsty, amica di Rory di cui ne è segretamente innamorata.
In mezzo, possiamo collocare Julia, che lentamente si sfilaccia e si riconquista, in una consapevolezza che inizia ad apparire come pazzia lucida. Julia è annoiata della sua vita con Rory, che non solo scopre di non amarlo più ma di disprezzarlo in modo quasi feroce e fa di tutto per riportare Frank nel loro mondo. Per farlo scappare dall’altra dimensione tenuto in scasso dall’Ingegnere, il suo torturatore.
Il prezzo da pagare appare alto e non ben definito ma a Julia non interessa, varca quella sottile linea di moralità sbiadendola, cancellandola. Sangue, disperazione e una violenza cruda macchiano la narrazione e si impregna nella storia.
Da qui è solo un continuo cadere: il mostro si libera, la bestia si erge. Dolore, sopportazione, desiderio, fame tutto si unisce turbinando insieme e si fa fatica a districare i singoli elementi. È tutto un pulsare fortissimo di emozioni oscure che mostra unghie, morsi e sorrisi distorti.
Una novella cruenta e terribile che ci dà il brivido di aver sfiorato qualcosa forse di irraggiungibile, che eppure si fa possibile come una porta socchiusa che ci invita a varcarla.

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