The Marked and the Broken. I segnati e i perduti. The Lost Sentinel vol III
Autrice: Ivy Asher
Titolo: The Marked and the Broken. I segnati e i perduti. The Lost Sentinel vol III
Trama: Mi chiamo Vinna e la mia magia è una vera stronza. Insomma, quello che intendo dire è che possiedo dei poteri magici che fanno solo quello che vogliono, quando vogliono. E mentre Enoch e la sua cricca mi guardano come se fossi l’eletta, sono riuscita a far perdere le staffe a un gruppo di prescelti. Peccato che io non abbia né il tempo né la pazienza per preoccuparmi di loro, ora che Lachlan e Keegan sono stati catturati da Adriel, la lamia che caccia e uccide le sentinelle. Il tempo stringe e se io e i miei prescelti non riusciamo ad arrivare pronti alla battaglia, siamo destinati ad aggiungerci alla lista dei nomi delle sentinelle scomparse. È giunta l’ora di incontrare Adriel, la creatura della notte che cerca di mettere i suoi artigli su di me da tutta la vita, e di riuscire nell’impresa in cui tutti hanno fallito: tagliarle la testa una volta per tutte.
Prezzo di copertina: 16,90 euro
Recensione.
Il ritorno scoppiettante di una serie urban fantasy e paranormal romance che appassiona con facilità: il terzo e penultimo volume della serie The Lost Sentinel è qui! (per leggere il primo clicca qui).
È una serie che si fa amare soprattutto per l’immediatezza di leggerezza, una storia che prende per le cose che accadono e quel tocco di spicy. Tutto si mescola bene, regalandoci una lettura che intrattiene.
The Marked and the Broken, i Segnati e i Perduti inizia in modo immediato, veloce e irresistibile. Riprendiamo gli eventi dove li avevamo lasciati: non c’è un momento da perdere, i nostri personaggi devono arrivare in Bielorussia per salvare Lachan e Keegan presi dal nido della temibile lamia, che fin dal primo volume da la caccia a Vinna.
Una cappa di incertezza pesa sui personaggi mentre si accingono al viaggio, preparandosi a dover lottare in inferiorità numerica. Il fatto che la storia si sposti su un territorio sconosciuto, lontano da Solace e dai soffocanti Anziani, da alla narrazione quel tocco d’ignoto che incuriosisce.
In questo volume il testosterone è altissimo, l’atmosfera ribolle a temperature elevate… infatti la congrega di Enoch e i nostri Eletti, dopo l’evolversi degli ultimi eventi, sono ai ferri corti, non solo saranno costretti ad addestrarsi insieme, imparare l’uno dall’altro perché la battaglia incombe, vicinissima.
La prosa è fluida, ricca di cultura pop e un po’ sporca e parecchio sfrontata, insomma, un po’ come la nostra amata Vinna. Si divora.
L’autrice ci porta in una situazione complicata: ci sono tanti e diversi personaggi coinvolti tra di loro. Da una parte, come ho detto, abbiamo Enoch, Nash e Killan, scombussolati da ciò che hanno appreso e non sanno bene come gestire la portata degli eventi che li hanno investiti; dall’altra parte abbiamo gli Eletti della nostra protagonista, agguerriti, arrabbiati e possessivi; e a chiudere il cerchio c’è Aydin, Evrin e Silva, gli “adulti” che tentano di capire come muoversi in questo difficile salvataggio dei loro amici.
Ovviamente, al centro di tutto c’è solo lei. Vinna. La nostra protagonista è una forza della natura, battagliera, temibile, indomabile, forte… ma c’è una vulnerabilità che ogni tanto appare, e che soprattutto in questo volume si fa strada con facilità nel cuore della nostra Sentinella. Il peso degli ultimi accadimenti è un macigno immenso su Vinna, la morte e il tradimento avvenuto a Solace, le scelte repentine che ha dovuto compiere, i problemi della sua magia che sembra avere una volontà propria e, adesso, ci aggiungiamo il fatto di dover andare a salvare lo zio Lacham, che la odia e non ne ha mai fatto mistero.
È un volume dinamico, drammi, fratture che iniziano a diventare profonde, fame di verità. Insomma, l’autrice ci agguanta con facilità alla storia, complice anche l’irriverenza di Vinna, che si manifesta nella narrazione, visto che è tutto secondo il suo pov (ho riso parecchio in certi passaggi, sì).
E poi, tutto si piega: risoluzioni schiacciate, paure, amore, forza, morte e la spietatezza crudele di Adriel riempie la storia.
Il reverse harem è fatto benissimo, ed è una componente fondamentale del romanzo. Mi piace come si approfondisce man mano che si procede all’interno della storia. Gli Eletti sono tutti adorabili, ma il mio preferito rimane il lupacchiotto Torrez! Adoro la dinamica tra lui e Vinna.
La possessività in questo terzo romanzo sale alle stelle: mio, mia, nostra. L’autrice ci fa avvertire tutti i bordi curvi, dolci e sensuali di questo sentimento che impatta i nostri personaggi. E la magia viola che pulsa, rivestendosi i suoi compagni, marcandoli come propri. E le rune affiorano. È bello vedere come gli Eletti si legano tra di loro, formando un gruppo compatto, senza invidie, forte e deciso a proteggere la loro compagna a qualunque costo. Anche quando scoprono che mancava un tassello…che adesso si incastra tra di loro armonioso.
Possiamo dire che il romanzo è suddiviso in due parti. La prima è concentrata sull’addestramento magico e da Sentinella, attivare e saper usare le rune sapientemente e in modo versatile nn è un compito facile, soprattutto quando si è sottopressione. Qui ci sono stati brevi momenti in cui la trama, secondo me, ha perso potenza, tratti di incertezza vaghi.
La seconda parte, invece, è una discesa ripida che ci investe in pieno: siamo dentro il numeroso nido di Adriel e la resa dei conti ci sfiora. Le creature della notte in questo tratto prendono il sopravvento, colorandosi di buio, violenza e il richiamo irresistibile del sangue.
Esplode il caos, sofferenza e rivelazioni sono come una lama acuminata che esige il suo prezzo. La lotta si intensifica e non risparmia nessuno.
Gli ultimi capitoli sono parecchio movimentati, i nostri personaggi devono affrontare il nemico e gestire le nuove incognite che si sono presentate. Una nuova strada si illumina alla fine, Vinna e i suoi Eletti sono determinati a percorrerla.
I Segnati e i Perduti è stato un romanzo carinissimo da leggere, forse il più spicy della serie (tenetelo in considerazione se vi piace o no questo trope perché qui è dominante). C’è stata determinazione e furia ad alimentare i bordi di narrazione e il titolo evoca perfettamente quello che si vive dentro il romanzo. L’autrice lascia un bel hype per il romanzo conclusivo, onestamente non vedo l’ora!

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