Lisaah di Tirnboog. L'anomalia di Fracterra vol II
Recensione.
Dopo qualche anno di attesa torna il secondo volume della serie sci-fi L’anomalia di Fracterra (qui potete leggere il primo volume). Una storia di fantascienza italiana che si prospetta interessante, con una storia che muta e si approfondisce.
Siamo a Fracterra, un mondo totalmente differente dopo il Brillio, dove gli umani tentano di stare al passo con l’evoluzione: ci sono altre specie che popolano la terra, i diversi Mutati, e i pericolosissimi Skaincloss, che secondo la Dottrina sono il male incarnato, i peccatori puniti, creature folli che conoscono solo la violenza. Proprio per questo il Deorè, il capo dell’Unicratum dove si sono riuniti gli esseri umani, è riuscito a produrre le importantissime sacromacchine, essenziali per proteggere, guarire e rendere più forti gli umani, adatti alla guerra.
In questo secondo volume ritroviamo la nostra protagonista, Seerah, e Mater Velosta che sono fuggite insieme, varcheranno Terragialla per poter ricongiungersi ai due umani esuli, Laarth e Oorth, un manipolatore ed un ex Supercomites.
La prosa è un po’ rigida e vaga, troppi dialoghi dispersivi che avrebbero potuto essere meglio editati per renderli di più impatto e ripetizioni superflue che annullano la fluidità della scrittura. Ed è un peccato, in quanto l’autore dimostra di saper scrivere, con un bel tocco descrittivo che in un sci-fi è fondamentale.
La nostra protagonista è guidata dal desiderio di vendetta per la sua amata Veeniah. E le nostre due donne giungono nella terra degli orchi. Mater Velosta, ovvero Rubeeah, dopo secoli di forza e velocità, inizia a risentire dell’assenza delle sue crono macchine all’interno del corpo, adesso spente e in lento declino. In lei arde ancora una Mater e aiuterà, infatti, ad addestrare gli orchi nella loro imminente guerra contro i troll.
Seerah che è forse è sempre più Lisaah, è alle prese con profondi cambiamenti, le sue sacromacchine sembrano evolversi da sole, e ancora deve abituarsi al suo nuovo braccio, un’arma imprevedibile che sembra avere una propria coscienza. C’è uno scontro silenzioso tra le due parti che devono trovarsi, per accettarsi.
La prima parte del romanzo è un po’ piatta, dove essenzialmente i nostri personaggi fondamentali vivono nel territorio degli orchi, curandosi, riprendendosi e aiutarli come possono nella loro guerra. Ma contemporaneamente, Seerah sta svolgendo una ricerca tra i vari e polverosi volumi del Manipolatore, e finalmente troverà una miccia che condurrà la trama in una zona più dinamica: Tirnboog, le Lande Mutate. Qui, la nostra protagonista dovrà andare alla ricerca di un Dracoous, di nome Haaron, l’unico forse a sapere come varcare le porte del Palazzo Siredeo, per far parlare Seerha con il Deorè in persona.
La nostra protagonista parte in compagnia dell’orco Goarrt, portandosi dietro le importanti asce che appartengono al capo tribù dei Nasostorto. E qui iniziano anche i guai… saranno imprigionati da banditi con le armi a psicoetere ed incontreranno anche altre creature di razze differenti, che sono accomunate dal loro odio verso gli umani dell’Unicratum. Ci saranno solidarietà, differenze che verranno soppiantate dal bisogno di fare squadra. E così incontreremo gli elfi, gli Eeven.
Dopo una serie di eventi, Seerah e Goarrt si ritroveranno finalmente ai piedi dei Monti Bucati, nel Cerchio di Luce, “ospiti” degli elfi. Mi piace come l’autore ha caratterizzato queste creature, rendendoli misteriosi, saggi e un po’ oscuri. Qui appaiono fondamentali la figura di dama Ofelia e Ippolita, considerata un po folle. Lisaah e Goarrt si ritrovano ad avere poco movimento all’interno del palazzo, ospiti sì ma tenuti costantemente d’occhio. Si allenano, parlano, mangiano, leggono nella vasta biblioteca. Ma ben presto capiscono che si sono addentrati in acque torbide, gli elfi possono avere la loro fiducia?
Lisaah è determinata a continuare la sua missione e per farlo è disposta a tutto. Un accenno a segreti e complotti che dona un ritmo dinamico alla storia. La Dottrina, perno fondamentale del potere del Deorè inizia ad apparire insidiosa. Un vento di cambiamento sfiora le pagine.
Paura, coraggio, bisogno di aiutare e lottare si mischiano insieme. E i dubbi proprio della nostra protagonista diventano più forti, divorandola. Ha perduto la sua umanità? Diventerà folle di violenza adesso oltre che eretica? Ci sono rivelazioni ben impostate che agitano la trama e tutto pare volersi ribaltare. Ciò a cui si credeva ciecamente non è altro che un’elaborata bugia.
Tutto crolla e le emozioni sopraggiungono: rabbia feroce e disperazione, vendetta e voglia di spezzare le menzogne che si sono costruite per millenni, legittimando un potere falso.
Questo secondo volume è interessante, sebbene non si senta un legame forte con i suoi personaggi. C’è talento e parecchia curiosità per il districarsi degli eventi in cui ci imbattiamo, ma purtroppo per me la narrazione è stato il punto negativo, sebbene l’autore sappia descrivere scene elaborate.
Il punto, invece, di maggior impatto per me è il world building. L’autore è stato bravissimo a costruirlo e a caratterizzarlo, si sente l’impegno, la costanza e l’amore per questa storia. Poi, viene tutto presentato in modo così articolato che infiamma la curiosità: la catena di comando presente nell’Unicratum, l’importanza dei Sacrari, le diverse categorie di soldati, le varie componenti tecnologiche fondamentali per rendersi forti, davvero ben elaborato e spiegato in modo esaustivo.
Le ultime cinquanta pagine si divorano. L’autore getta tanta carne a fuoco, lasciamo Lisaah con meno dubbi e più determinata a scoprire le verità che non le hanno mai detto… ma che sono lì fuori e che l’attendono.

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