L'orso e l'usignolo. La notte dell'inverno vol I

 

Autrice: Katherine Arden

Titolo: L'orso e l'usignolo. La notte dell'inverno vol I

Trama: Ambientata nel freddo inverno della Russia medievale, la trilogia La notte dell’inverno, per la prima volta raccolta in un unico volume, narra la storia di una ragazza che deve ricorrere a poteri magici a lungo repressi per proteggere la sua famiglia da una terrificante minaccia. In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, dove l’inverno dura la maggior parte dell’anno e le fiabe pullulano di demoni dagli occhi blu come Morozko, il signore dell’inverno, la giovane Vasja utilizza il suo dono di vedere e comunicare con gli spiriti, a lungo taciuto, per entrare nel mondo degli antichi racconti, affrontare l’Orso, il dio che si nutre della paura degli uomini, e salvare l’intera comunità. Tacciata però di stregoneria e costretta ad abbandonare il villaggio, Vasja decide di sottrarsi a un tragico destino travestendosi da ragazzo. Durante un incontro con il Gran principe di Mosca e i suoi boiardi viene riconosciuta da suo fratello Saša, che osservandone il valore in battaglia e la sua forza eccezionale farà di tutto pur di tenere segreta la sua identità, così da non mettere in pericolo l’unica persona in grado di fronteggiare le forze oscure che minacciano di distruggere l’impero. Quando Medved, fratello gemello di Morozko, scatena il caos a Mosca e l’esercito dei Tatari si prepara ad attaccare i confini della Rus’, Vasja sfugge alla folla che la accusa di morte e distruzione e si rifugia nel magico regno della Mezzanotte. Ma rimanerci significherebbe condannare alla distruzione tutto ciò che ama. E così si ritrova nel bel mezzo di una guerra tra due Stati, tra religione e folklore e tra antichi fratelli. Sarà in grado di salvare la Russia, Morozko e il magico mondo che custodisce?

Prezzo di copertina: 30,00 euro

Recensione.

L’orso e l’usignolo è il primo volume della trilogia La notte dell’inverno, un esempio brillante di fantasy medievale e folklore russo che si mescolano insieme, creando un’opera emozionante, ricca di magia e di tante emozioni. Ne sono rimasta incantata fin da subito. 
Già dalle prime battute, infatti, si percepisce la portata incredibile di questa storia e noi lettori ne siamo attirati come falene in cerca di calore. Proprio qui ci imbattiamo nella voce antica e segreta di Dunjia che racconta vecchie fiabe, di dei antichi, di eroi potenti e di creature magiche. 
Siamo nella tundra russa in pieno inverno, il vento gelato taglia la pelle senza pietà, ma è un suono che ci giunge quasi ovattato, siamo dentro una casa accogliente e facciamo la conoscenza dei nostri personaggi. Il boiardo Pëtr Vladimirovic, i figli Sasa, Kolja, Ol’ga e Alësa, la moglie Marina che morirà dando la luce l’ultima figlia, Vasja. Ci inoltriamo nella loro quotidianità, fatta di fuochi caldi, lenti e ritmati lavori ai campi…dove su tutto spicca l’odore forte della foresta: fitta, segreta, in cui brilla un folklore che ha radici profonde nel suo terreno. 
La prosa è ricca, un po’ celata e capace di  trapuntarsi di una nostalgia che ci mastica il cuore. Stiamo entrando in una storia che rimarrà indelebile. 
Una bambina perduta in una foresta nera e una quercia dove c’è l’uomo crudele con un occhio solo. E poi, la cavalla bianca brillante come una stella, il cavaliere dagli occhi di ghiaccio e una promessa che si infittisce nel cuore freddo dell’inverno. 
Gli anni scorrono nella famiglia del boiardo, i figli più grandi intraprendono le proprie strade, ramificandosi in luoghi diversi. E la nostra protagonista, Vasja cresce, molti la definiscono bizzarra e poco femminile, molti danno la colpa all’assenza di una madre capace di governarla. 
Ma la nostra casa Vasocka vede cose che gli altri non vedono, gli spiriti della natura e delle cose, alcuni sono gentili, altri schivi. La magia riempie le pagine mentre la trama si muove desta, articolando destini, obblighi, complotti e segreti. 
Tra i diversi temi presentati nel romanzo c’è ne uno che colpisce particolarmente: i destini di donne. Un percorso già scritto da altri a cui loro devono solo limitarsi ad obbedire ciò che a loro viene richiesto. Destini crudeli, noiosi e pericolosi. Ol’ga non ha scelte e accetta con quieta rassegnazione il ruolo che le viene imposto, diventando la Principessa di Serpuchov. la giovane e inquieta Anna, che vede gli spiriti, definiti da lei demoni, e tutti credono che sia un po’ folle ha il sogno di finire nelle mura sicure di un monastero… ma verrà data in sposa a Pëtr, senza esserne consultata. Destini ripetuti, intrecciati, rinnegati. E qui ci imbattiamo in Vasja, la meravigliosa anomalia che spezza le catene che cercano con crudeltà di atterrarla in un percorso stretto e buio
La nostra protagonista è semplicemente splendida, in lei c’è un sentore di selvatico, qualcosa che non può essere domato, sfrontata, indisciplinata, fiera, libera. Ah, la gioia del lettore nel viverla è senza eguali. Mentre tutto intorno a lei diventa grigio, scurendosi di paura e disprezzo, la nostra Vasjia rimane limpida e gelida, quasi inafferrabile
L’autrice è bravissima nel farci percepire le atmosfere del romanzo e i suoi diversi contesti fondamentali per lo sviluppo della trama. Soprattutto nella seconda parte del libro dove c’è un intrecciarsi di vicende conturbanti. Gli intrighi politi vengono intessuti, con calma. 
Ci si prepara all’ascesa del troni di Dmitrij e Sasà ne diventerà un punto di riferimento, nelle sue vesti da monaco. Non solo, c’è un vento di ribellione che sussurra lieve, facendo appena muovere le frodi… una guerra sembra già delinearsi al confine. In questa seconda parte è fondamentale l’importanza di un prete, Kostantin Nikonovic, che adora dipingere icone e viene scacciato da Mosca proprio per i numerosi fedeli che lo adorano e viene mandato nelle terre di Pëtr. 
Qui Kostantin inizia ad ingaggiare una battaglia contro il “Male” che per lui cono i Chyerty, i vecchi spiriti che albergano e proteggono le terre selvagge, inchiodando la paura nella gente del nord che dunque smettono con le loro offerte. Inesorabilmente inizia una tempesta che verrà resa ancora più brutale dal gelo dell’inverno
Senza offerte i fuochi bruciano veloci consumando troppa legna, gli spiriti abbandonati a se stessi hanno fame, i venti sono più aspri e incidenti iniziano ad accadere. La gente inizia ad essere ancora più inquieta e timorosa verso il Dio che Kostantin profetizza. Qui le cose iniziano a complicarsi e di parecchio, il lettore non è capace di distogliere lo sguardo. 
Konstantin è austero e bello come un angelo, è attratto e disgustato da ciò che rappresenta Vasja, una ragazza che non china il capo, che parla con voce chiara e pensa con la propria testa. Non solo, ma i Chyerty hanno preso a cuore l’ultimogenita e le insegnano moltissime cose utili, come cavalcare, come riconoscere le piante, come comunicare con gli animali. 
Nel mentre, il prete ne segue sempre i movimenti, e cova sentimenti che non vuole riconoscere. Anche Anna, la matrigna di Vasja, se ne accorge e ciò non fa altro che inasprire il loro rapporto già basato su antipatia e lontananza.
L’autrice è capace di intagliare sentimenti forti e inserirli in una terra dove l’equilibrio è già precario. Gli spiriti che si celano nelle terre del nord, dove sono forti e ancorati, iniziano a spaccarsi, rimpicciolire, aggrappati ad una sottile speranza che viene rappresentata da Vasja. C’è ne sono tantissimi e sono tutti assai interessanti, troviamo ad esempio la Rusalka, uno spirito marino assai pericoloso per i viaggiatori che si avvicinano al suo territorio, abbiamo Vazila, protettore dei cavalli, il Bannik custode del focolare domestico, e cosi via. 
Sono diversi i personaggi che cercano di far chinare Vasja ai loro desideri e preoccupazioni, alcuni lo fanno dettati dall’amore che nutrono per lei, altri guidati da una cattiveria orribile. Ma tutti ben presto dovranno fare i conti con una innegabile verità: Vasja è una fanciulla selvaggia che non po’ stare rinchiusa nelle prigioni in cui la sua famiglia vuole confinarla, marito o convento che sia. 
Il cuore del lettore è in balia di forti sentimenti mentre ne legge i risvolti
Ma l’ombra fitta di qualcosa di oscuro inizia a risvegliarsi e gli spiriti chiedono disperati a Vasja di non lasciare la foresta. Una cappa oscura ci fa avvertire il suo morso. Morte, fame e disperazione si gonfiano nel villaggio, insieme al terrore e al sospetto. E ovviamente tutta questa rabbia e paura a chi la rivolgono? A Vasja ovviamente, il capo espiatorio perfetto per loro
Vasja che è una spruzzata di colore vivace in un grigiore ormai consunto. La fanciulla che non si piega. La figlia che cerca di salvare il suo villaggio e la sua famiglia, senza avere nessun riconoscimento. Vasja additata come una strega, la crudeltà, le ingiurie e gli sguardi carichi che deve subire spezzano il lettore.
Ma in tutto questo viene sormontato da una promessa, da un ciondolo che non è solo un ciondolo: Verrà a prenderla al solstizio d’inverno
Da qui gli eventi diventano serrati, c’è pericolo, lotta, desiderio, libertà. L’orso crudele che si desta, e tira i suoi fili intessuti con cura. Occhi azzurri di Morozko che sono ricchi di tante cose inespresse che fanno rabbrividire la nostra protagonista, perché gli spalancano il mondo, finalmente. 
Chiudiamo il primo romanzo ancora ebbri della magia che abbiamo vissuto. E pronti a seguire Vasja in un percorso arduo, incerto ma splendidamente libero.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il trono del lupo

La via dell'Arcangelo

Le bibliotecarie di Notre-Dame