Carmilla

 


Autore: J. Sheridan Le Fanu

Titolo: Carmilla

Trama: Carmilla è una storia di amore e morte, fascino e terrore che ha segnato l'ingresso del vampiro femmina nella letteratura gotica, anticipando di decenni il mito di Dracula. La storia narra le vicende di Laura, una ragazza che vive con suo padre in un antico castello, finché l'arrivo dell'enigmatica e affascinante Carmilla ne sconvolge l’esistenza. Attraverso una narrazione raffinata e inquietante, Joseph Sheridan Le Fanu ci spinge a esplorare i confini tra amore e predazione, innocenza e corruzione. Un classico senza tempo, che continua a sedurre e inquietare i lettori di ogni epoca.

Casa Editrice: Dark Abyss Edizioni

Prezzo di copertina: 19,00 euro

Recensione.

Carmilla è un classico della letteratura gotica vittoriana, una perla che porta con sé tutti gli elementi chiave del genere: innanzitutto un’ambientazione isolata che rende tutto più pressante, le atmosfere notturne piegate da un’inquietudine vaga ma onnipresente che si lega al tema del soprannaturale, un erotismo ambiguo che si lega all'elemento del doppio e ad un vampirismo suadente, che trova il suo apice negli sguardi carichi di cose non dette, labbra che accarezzano il collo pallido. 
A me ha conquistato in modo peculiare, capace di rimanere una lettura impressa, ma procediamo con ordine. 
La vicenda inizia in un castello solitario dell’Austria, qui domina la natura incontaminata e la quiete isolata, dove vive Laura, la voce narrante di questa storia, insieme a suo padre, intenti a passeggiare conversando su una sciagura luttuosa che ha colpito il Generale, loro amico, rimandando quindi la sua attesa visita. Si respira una serenità quasi annoiata tra le pagine, ma tutto viene scombussolato dall’arrivo assai peculiare della fragile e splendida Carmilla, che per una serie di eventi il padre di Laura deciderà di ospitare soprattutto per la gioia della figlia di poter avere, finalmente, una coetanea con sé. Il preannunciarsi di una storia oscura, che si alza piano e ammaliante come una Luna che attende pazientemente si essere completa. 
La prosa è raffinata e fluida, merito anche della traduzione svecchiata, ci conduce in meandri sempre più fitti di tenebre, che però non si fanno quasi mai manifeste. Stanno sui bordi difficili da ignorare e che rendono la vicenda ancora più conturbante. 
Il soggiorno di Carmilla entusiasma Laura, sebbene a volte ci siano delle incertezze nell’atteggiamento algido dell’amica. I mesi scorrono lievi e lenti tra le loro chiacchierate e tempo passato sempre insieme, eppure, una strana epidemia, che viene definita oupire, sembra essersi impossessata dei villaggi vicini: morti strane che stringono intorno una luttuosa disperazione che però non sembra scalfire le mura del castello. Almeno per il momento… 
Carmilla è un’opera eccezionale: è seta che ci riveste, traboccante di desiderio e mira a contaminare ogni cosa, senza nessuna fretta, come se sapesse di poter prevalere. 
Vivendo la quotidianità della storia iniziamo a renderci conto di alcune anomalie: i sogni di Laura che sembrano sempre più vividi, con una figura che assomiglia tanto alla sua amica Carmilla sovrastarla, appare sempre più stanca, smunta e afflitta da qualcosa che non riesce bene a spiegare. Al centro di questa incertezza ci sono i sogni vividi dove sente aghi sul collo e un senso di perdizione pare invaderla, rendendo tutto più acuto e celato nel cuore della notte. 
Adoro come il contrasto smuova le pagine di questa storia e che vede il suo compimento nel doppio di Carmilla. Bellissima ma fredda, con occhi quasi apatici eppure labbra assai espressive e morbide. C’è morte e vita in lei, che agitano qualcosa nel lettore, forse proprio per la crudezza con cui vengono presentate queste differenze in lei che coabitano splendidamente. 
Un senso di irrequietudine ci soffia vicino, e il lettore ne è vigile e allo stesso tempo incuriosito, in quanto nota nella narrazione di un’inconsapevole Laura piccole increspature che provocano un guizzo d’orrore. 
Mentre ci avviciniamo ad una fine agitata dove viene squarciato il velo annebbiato che aveva assunto l’intera vicenda, divorata dall’immediatezza degli eventi e da una tragicità che rimane quasi inespressa ma sa scombussolarci
Carmilla ci denuda, si insinua dentro con la potenza di farci cadere vittima del suo fascino eterno, oscuro e decaduto. Carmilla sa consumarci, sangue, linfa vitale, passione e ragione. Fa tutto questo con un’eleganza che ci incanta; affonda i suoi artigli nel terrore atavico e ci scuote con impertinenza. È proprio per questo che colpisce e rimane impressa ancora oggi, a distanza di secoli. 
Fatemi spendere due parole anche sulla cura del romanzo edito da DarkAbyss Edizioni, le illustrazioni all’interno sono bellissime e conturbanti che ti spingono ancora di più nel calarti in quest’atmosfera sinistra e poetica. 
Una lettura che si è rivelata bella e profonda, lasciandoti l’ombra di qualcosa che si è ancorato al cuore, il sentore di un morso nel cuore della notte, la certezza di qualcosa che si muove dietro la tua finestra, l’idea che scava dentro. L’esistenza di un invisibile che a volte si rende manifesto.
 

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