Hurricane Wars

 


Autrice: Thea Guanzon

Titolo: Hurricane Wars

Trama: Una terra devastata da tempeste e predatori. Un'alleanza impossibile tra due acerrimi nemici. Una guerra che ha inizio tra un battito del cuore e l'altro. Talasyn è stata abbandonata da piccola in un orfanotrofio sardoviano. Nella vita non ha conosciuto altro se non le Guerre degli Uragani e la lotta del popolo che l'ha cresciuta per liberarsi dalla tirannia di Gaheris, imperatore della Notte. Eppure Talasyn sogna qualcosa di diverso: ritrovare la propria famiglia e scoprire l'origine della magia che le scorre nelle vene. Alaric della Casa Ossinast, maestro della legione Ombraforgiata, è l'unico figlio ed erede dello spietato Gaheris. Sono nemici giurati, ma quando una minaccia inedita si presenta sull'altra sponda dell'Eternomare, Talasyn e Alaric devono unire le loro magie per opporsi alla sua avanzata.

Casa Editrice: Mondadori, Oscar Fantastica

Prezzo di copertina edizione tascabile: 15,00 euro

Recensione.

Hurricane Wars è il primo volume di una trilogia fantasy romance che promette scintille. L’idea è scaturita da una rivisitazione di una fanfiction del mondo di Star wars (si capisce bene durante la lettura anche a chi si riferisce) e io l’ho amata alla follia! 
La storia prende immediatamente sopravvento: la guerra degli Uragani infuria tra l’alleanza di Sardovia, che viene velocemente ridotta, e l’Impero della Notte. Un conflitto logorante che vede ogni volta cadere un territorio in mani ai crudeli ombra forgiati. 
Qui ci imbattiamo in Talasyn, una giovane donna che combatte per l’esercito sardoviano, ed è tutto ammantato di una incertezza propria della guerra… e dalla consapevolezza di star perdendo
Con un inizio veloce e feroce siamo agganciati subito alla trama, e uno degli aspetti portanti che spinge l’apprezzamento al romanzo è l’ambientazione, ben delineata fin da subito, ne avvertiamo la curiosità e la forza angosciante che permane. Ma non solo… I due protagonisti enemy to lovers si incontrano sul campo di battaglia, fazioni opposte che si scontrano con spietatezza, che incontro! Un duello che crea una scintilla indelebile e che è destinato a cuocere lentamente. 
Da una parte abbiamo Talasyn, che custodisce un segreto: è una Ricamaluce, forse l’ultima rimasta, capace di utilizzare l’etere e piegarlo alla propria volontà, pericolosa per l’Impero della Notte, proprio per la specificità del suo potere. Ma Talasyn non sa molto del suo potere, abbandonata da piccola in un orfanotrofio, eppure, combatte con una resilienza e brutalità fantastica. 
Dall’altra parte abbiamo Alaric, maestro della legione ombra forgiata e principe della Casa Ossinast, erede al trono. Fedele al padre e al suo sogno, e soprattutto alla legittimazione della vendetta della sua Casa dopo l’omicidio del nonno avvenuto per mano dei Sardoviani. 
Le premesse sono fantastiche? , oh lettore accomodati perché non faranno che migliorare. 
La prosa è corposa e ritmata, mira a stravolgere con la sua capacità di saper ben veicolare l’incertezza della storia, in piena guerra. Avvertiamo l’angoscia, l’esasperazione, lo smarrimento che si cerca di non far fuoriuscire, la paura costante che il prossimo crudele attacco possa essere l’ultimo. E quando i nostri due protagonisti si incontrano ci fa ben capire l’andamento della storia: lampo di luce e oscurità fitta che si scontrano, avventandosi l’uno sull’altro cercando di prevalere. Ma questo infittirsi però muta lentamente: l’odio diventa curiosità che si trasformerà in desiderio
Ma procediamo con ordine. Il wordbuilding è ricco e complesso. L’eterspazio è caratterizzato da diverse dimensioni poco conosciute e ricche di incognite, che donano magia e permettono un avanzamento tecnologico fondamentale nel salvaguardarsi durante la guerra degli uragani. I cuori di etere infatti sono importanti in quanto alimentano le navi burrasche e tutte le altre piccole areonavi fondamentali nelle battaglie. Abbiamo diversi tipi di Incantatori che manipolano le diverse dimensioni dell’etere, come i via tempesta, i pioggia sorgente, i claustrofuoco e così via. 
Oltre l’Alleanza di Sardovia e L’impero della Notte, di vitale importanza per l’andamento della storia c’è anche il Dominio di Nenevar, composto principalmente da sette isole, dove vige un matriarcato ed è riuscita a tenersi fuori dal conflitto attuale anche per la leggenda di avere draghi dalla loro parte. 
Dopo un inizio burrascoso e pieno di lotta, la storia approda ad un ritmo più quieto ma allo stesso tempo decisamente più insidioso; infatti, adesso, a dominare la scena c’è l’intrigo politico, corti spietate e il profilarsi di un nemico ancora più potente e all’apparenza inarrestabile: il Granvuoto, la Notte del Divoratore dei Mondi, che minaccia inestinguibilmente tutti i territori. 
Ed è così che due nemici giurati si ritrovano a dover formare un’alleanza per combinare insieme le loro magie e tentare di arrestare l’avanzata del nemico. Un matrimonio politico che vedrà intessuti ombra e luce, scudo e lama, nero e oro. Alaric e Talasyn, che da opponenti nel campo di battaglia diventeranno fragili alleati. 
Qui i confini tra i nostri due protagonisti iniziano deliziosamente a pasticciarsi: Talasyn e Alaric si disprezzano, ma oltre la gelida armatura che li riveste fatta di doveri e rabbia, iniziamo ad intravedere altro, una vulnerabilità umana che in qualche modo tentennante li lega. Non solo, ma entrambi, dall’inizio del romanzo, sono dovuti velocemente crescere per le numerose responsabilità addosso, che li appesantiscono e donano loro una grinta più feroce. In gioco c’è tanto da perdere
Eppure, l’odio è una brace che continua ad ardere e rendere irrequieti i protagonisti. Mi è piaciuto molto come l’autrice riesce a farli scontrare, portando sempre con sé due storie, due versioni di verità che stonano tra di loro. Alaric è convinto della necessità delle azioni brusche dell’Impero della Notte, di aver fatto il possibile per salvaguardarsi e rispondere ad una minaccia improvvisa che ne ha turbato la sua tranquillità. Dall’altra parte, Talasyn è ferma nella sua consapevolezza che il Kesath sia un crudele invasore, pronto anche a radere al suolo l’intero Continente pur di averlo per sé. 
Appare dunque inevitabile l’incessante scontro tra i nostri due protagonisti e i loro ideali, accumunati dalla consapevolezza di essere pronti a sacrificarsi per il proprio popolo. 
La penna sa diventare descrittiva, abbellendo le scene con dettagli opulenti e ricchi di luci sfarfallanti della corte del Dominio, ma sa essere anche introspettiva, portandoci due protagonisti vividi, che sembrano infiammarsi ancora di più quando sono vicini. Si scontrano, si allenano, battibeccano, e bagliori di qualcosa di celato viene riflesso nei bei occhi grigi dell’ombraforgiato e nel tentennamento della mano della ricama luce. 
L’antagonismo perde il suo slancio, la curiosità e l’apprensione diventano un legame fragile che però li porta ad avvicinarsi sempre di più. Anche se i contrasti fluttuano dentro, questo dinamismo tra i protagonisti rende tutto più nitido. Argento e oro, il conquistatore e la ribelle. Alleati nuovi e promessi sposi. 
La trama nel frattempo procede, tra incontri, segreti, complotti intessuti nell’ombra, lotte ricche di azioni e avversari celati che iniziano ad agitare la storia. E poi, quanto sono fighe le scene di lotta con le navi e i giochi di contrasto dove diversi poteri dell’etere prendono il sopravvento! 
E parliamo dei nostri protagonisti, che regalano al lettore tante emozioni! 
  • Alaric sente il peso schiacciante del suo ruolo, la rudezza e il disprezzo del padre, che ordina e lui non può fare a meno di seguire. Comprende la grandezza e i sacrifici da dover fare per il proprio Impero, ma questo non vuol dire che sia sempre d’accordo. Un personaggio letale, freddo, ermetico, quasi vuoto. Maschere e strati rinforzati per far emergere solo il capo degli ombraforgiati, per essere temuto. Ma procedendo con la storia, vediamo in lui molto di più. 
  • Talasyn, cresciuta tra miseria e fame, piena di rabbia per la guerra nel Continente. Agguerrita, testarda, stanca di essere trattata come una pedina senza volontà in una scacchiera enorme. Un personaggio arzigogolato che fa intravedere più di sé man mano che la trama si infittisce. 
Cozzano insieme in modo inevitabile. Alleati eppure consapevoli di non dover abbassare la guardia alla presenza dell’altro. Che splendida tortura! Tra risposte mordaci e piccole intimità, i nostri due protagonisti anche senza volerlo iniziano ad allargare la propria visione: si mettono nei panni dell’altro, riconoscendo fragilità che prima ignoravano, mostrando oltre l’odio, oltre le proprie responsabilità, due persone con un passato turbolento e stretti fino a soffocare dal desiderio di voler dimostrare il proprio valore. 
In Hurricane Wars c’è cupezza e tensione, tinta dalla splendida magia che ne scorre all’interno, inframmezzata dai desideri e minacce che premono sui bordi. Tutto non fa altro che crescere, portandoci vicinissimi all’esplosione del caos. 
La narrazione sa diventare anche sarcastica e sensuale, mentre Talasyn e Alaric si avvicinano sempre di più, in una danza che è una lotta, senza esclusioni di colpi e…attrazioni. E perfino nella loro attrazione c’è qualcosa di brutale, una furia che trascina un sentore di delicatezza che viene sempre smorzato da una brama che scuote, scuote e scuote
Davvero, immaginatevi questi due, nemici da una vita e pronti a combattersi sempre per poi dover diventare alleati e sposi! Con in sottofondo la promessa intima e violenta che prima o poi si tradiranno in uno scintillio di lama. 
Alaric e Talasyn si avvicinano al precipizio e il caos avviluppa ogni cosa: cuori, ragione, imperi…destini. Ed è proprio così che si conclude questo primo volume: in bilico
Hurricane Wars è stata una lettura che ho apprezzato moltissimo, con un giusto equilibrio tra intrighi, lotte e una componente romance che è indirizzata a diventare sempre più importante nella trama generale. Non vedo l’ora di scoprire la sua evoluzione!

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