Non ti prometto niente perché ti amo


Autrice: Letizia Cherubino

Titolo: Non ti prometto niente perché ti amo

Trama: Licia sta per sposare Gabriele. È lui l'uomo che ha scelto, a cui vuole dire sì. Non una promessa vuota, ma un impegno: scegliersi ogni giorno, anche quando è difficile. Come adesso. Perché, prima del matrimonio, Licia vuole partire. Da sola. Questo viaggio non è un capriccio, ma ha uno scopo preciso: tornare da ogni uomo che è stato importante e annunciargli che persino lei, con il suo animo irrequieto e la sua indole ribelle, sta per sposarsi. Non per verificare una scelta che ha già fatto, ma per tornare indietro e ritrovare la ragazza che è stata. Comincia così un viaggio della memoria che la porta a Bologna, Firenze, Roma, Paestum, Mantova, Ferrara e Verona. In ognuna di queste città Licia ritrova un uomo che ha segnato la sua vita: il primo amore, l'amore non corrisposto, quello di un'estate, l'amore soffocante, quello della leggerezza, l'amore platonico, quello nascosto. Sono incontri teneri, a volte sorprendenti, altre attesi. Ma il più bello è sempre quello con la Licia del passato: giovane, talvolta ingenua, scanzonata o insicura, eppure sempre sincera, prima di tutto con sé stessa. Perché la prima persona con cui suggellare una promessa d'amore eterno siamo noi stessi.

Casa editrice: Garzanti 

Prezzo di copertina: 16,90 euro

Recensione.

Non ti prometto niente perché ti amo è un romanzo di narrativa italiana che esplora, attraverso la protagonista, le ramificazioni dell’amore e la sua assoluta potenza quieta. Una storia emozionante e leggera che però sa colpire nel segno. 
La nostra protagonista è Licia, che sta per sposare Gabriele, ma prima ha bisogno di fare un ultimo viaggio in solitaria per ritrovare se stessa, per comprendere la persona che è diventata, salutando la sé del passato che l’ha portata dove si trova adesso. Non è un viaggio casuale, Licia deciderà di tornare da ogni uomo che è stato importante nella sua vita. Una scelta senza dubbio peculiare, e forse l’attrattiva di questa storia sta anche qui: nell’essere curiosi di come possano evolversi questi incontri e i motivi celati dietro. 
La prosa è sentita, poetica, sensibile. E sa riflettere anche la protagonista, un po’ caotica ma profonda, mordace e tenera, dandoci uno scorcio di animo umano in tumulto e in pace che è bellissimo
Dunque, Licia parte senza timore, perché sa che Gabriele, il suo compagno comprende questa scelta. Fiducia, pazienza e complicità sono le basi solide di un amore che può lasciare il porto e imbattersi nelle tempeste più dure, è una certezza vigorosa che rafforza Licia nella sua impresa. 
È un romanzo dove si lascia molto spazio alle diverse espressioni d’amore che ne costellano le pagine, troveremo note sensuali di corrispondenze che potevano essere ma non sono mai state, desiderio che scoppia all’improvviso, conflitti teneri e un bisogno primordiale d’amore che rimbomba nelle ossa.
Licia si metterà a nudo, durante il viaggio, anche attraverso il diario “di bordo” dove corrono pensieri non filtrati, sentimenti crudi e desideri che non hanno bisogno di essere levigati; sono momenti importanti in quanto il lettore riesce a intravedere una Licia priva di barriere
L’autrice è brava a farci avvertire uno spettro di emozioni contrastanti che vanno ad incagliarsi tra di loro, come sottili fili di un disegno variegato più grande. E sa cogliere le sfumature, quelle dolorose e aspre, quelle tonde e soffici, quelle un po’ in penombra che attendono di essere riconosciute.
Davvero, c’è una fresca capacità nel condurci all’interno della storia dove spiccano le parole del cuore, complesse, caotiche, semplici. Si mette l’accento sulle fragilità e bisogni, senza però ridicolizzarli; delle reciproche scoperte, dei sbagli che lasciano ferite che forse non guariranno mai, di silenzi che non sono mai silenzi. Di pazienze e ardori, di sotterfugi e dichiarazioni. 
Così, siamo già in viaggio per l’Italia insieme a Licia, consci della sua trepidazione mentre si avvicina alla prossima tappa, mani sudate, cuore in gola. E mentre viviamo l’avventura con la protagonista ci rendiamo conto del motivo dietro il viaggio, Licia vuole uscire dal ciclo delle occasioni mancate, porre domande che non ha mai avuto il coraggio di chiedere e le ha serbate dentro, dopo tutti gli anni passati, di dare voce a verità che hanno il sapore agrodolce della nostalgia, intramezzate però dalla consapevolezza di essere maturata. Di sorridere, adesso, mentre si ricorda le frasi che l’hanno ferita, per la loro leggerezza; di valutarsi degna, dove prima c’era incertezza per il proprio corpo. 
L’importanza di dire parole che meritavano di essere dette, ad alta voce, di dargli un peso anziché farlo diventare residuo dentro l’anima della protagonista, sempre irrequieta e un po’ sfuggente.
L’autrice con tatto ci porta dentro relazioni finite, amori che hanno giocato al confine senza mai superarlo, storie di notti consumate e di dolori che mordono, rapporti tossici che sono spirali che ti conducono sempre più in giù, amori soffocanti che volevano il controllo. 
La protagonista è stata infatuata, friendzonata, amante e ferita, innamorata e aspirante di amori mai accaduti. Ci sono storie che l’hanno irrimediabilmente ferita, altre che l’hanno rafforzata, altre ancora che le hanno fatto comprendere come l’amore non possa mai essere controllo, soffocare la libertà propria per far contento l’altro. Viviamo i bordi delle sue storie passate con una penna che è disincantata ma allo stesso tempo gentile, sapendo bene farci intravedere le ambiguità, le bellezze, le contraddizioni delle sue relazioni, dove la nostra protagonista…anche senza rendersene conto muta. 
Cresce e si assottiglia, si irrobustisce e si prende cura di se, ed è in questa fase di cambiamenti che si imbatte in Gabriele, al momento giusto, e sono piccoli dettagli che ti danno la certezza che si ha finalmente trovato casa. Il porto sicuro che non barcolla, il giardino rigoglioso che non appassisce, la casa che non ti fa sentire mai sbagliata. 
C’è un passaggio dell’autrice che mi ha colpita molto: “L’amore non basta, non quello ricevuto da altri”. 
Ed è un inno di caotica verità, spesso ci attacchiamo alla massima che l’amore sia tutto, come una medicina universale che dovrebbe curare qualsiasi malessere, ma non è così. Soprattutto se siamo i primi a non provarlo per noi stessi. C’è potenza in questa splendida affermazione e durante il viaggio, il tumulto interiore di Licia si schiude con delicatezza, come se fosse un fiore, a questa consapevolezza. Ne siamo avvolti. 
Ci imbattiamo in una Licia più giovane che credeva di doverselo meritare l’amore, di sacrificarsi ad oltranza, di provare e tentare, di rimodellarsi per poter entrare nello spazio angusto che le veniva riservato. Una Licia diversa da quella che sta viaggiando verso il Sud, ad incontrare amori che si sono trasformati in una bella amicizia. Ed è una Licia disincantata ma innamorata, frastornata ma solida, che si denuda attraverso il diario di viaggio rivelando sentimenti crudi, di ricordi custoditi con cura, di liti e parole brutte che le sono state gettate addosso. Di drammi e tragedie, di occasioni che non tornato e di celeste nostalgia. Di rabbie che appesantiscono, di prediche e imbarazzi, strascichi di effetti collaterali che rimangono addosso… ma che Licia adesso lascia respirare, sperando di cicatrizzarle
C’è riscatto in conversazioni sincere, dove sia la protagonista che alcune persone importanti della sua vita, si rendono conto con una pacata allegria che ha il profumo intenso di malinconia che hanno condiviso qualcosa insieme, e quel qualcosa ha un rimasuglio d’amore che li lega. 
E in tutto, c’è Gabriele, che anche se distante in realtà è sempre presente, come una promessa che si ha l’incrollabile certezza che sarà mantenuta, anche senza doverla concretizzare a parole. 
Credo che il romanzo si apprezza proprio per la capacità insita della protagonista. Licia va a fondo nelle cose, si interroga, guarda le profondità agitate dell’essere umano e cerca di comprenderle e non fuggire via. Non cade nella banalità della scelta più sempliceOnesta e caotica ma anche serena in un modo che molta gente, che non sceglie di guardarsi dentro, non potrà mai raggiungere. 
Siamo quasi arrivati alla fine del viaggio, dove si vivono le tappe più faticose, appesantite da un passato che brilla fresco negli occhi e nel cuore. Licia è di una limpidità dissacrante mentre si riconosce, si entusiasma, si commuove. È bello vedere l’affetto di cui si è circondata, dimostrando come certi amori non siano capaci di finire… ma cambiano solo forma. 
E con Gabriele continuano a venirsi incontro, a parlarsi, ad essere sinceri, a capirsi, a scegliersi ogni giorno. Compagni di avventure e amore… e adesso quasi sposi. 
Non ti prometto niente perché ti amo è una storica ricca di sentimento e desiderio di capirsi mentre ci si attraversa: la vita, l’esperienza, l’amore, noi stessi. Una lettura che disarma con la semplicità di aver parlato d’amore, il colore più complesso e vivido con cui possiamo disegnare il modo di vivere.
 

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