Ametista
Autrice: Francesca Bardi
Titolo: Ametista
Trama: In una società che non legge più e brucia i libri, un gruppo di persone cerca di salvare ciò che resta dell'antico gesto della lettura. Ma salvare i libri non è ammesso e la tutela diventa battaglia. Ametista, al fianco dei ribelli, che hanno approfondito le incredibili capacità della mente umana, rinasce in una seconda vita. Finirà per scoprire sconvolgenti risvolti della propria esistenza in una lotta contro il tempo come arma.
Casa editrice: Lorenzo de Medici Press
Prezzo di copertina: 15,00 euro
Recensione.
Ametista è un distopico italiano che lascia il segno proprio per la sua lucidità e crudezza di eventi che scombussolano e per una protagonista limpida che sentiamo vicinissima.
In un prossimo futuro, nel 2038, abbiamo una società che non legge più, dove il progresso tecnologico è fondamentale per far prosperare e proteggere la serenità collettiva; un termine però che guasta e appiattisce il suo significato, svuotandolo.
Diventiamo consapevoli della perfetta facciata che cela l’indottrinamento e il controllo ferreo del governo. Una società dove i libri veri non si trovano più e gli scrittori indipendenti vengono visti come un anticonformismo che deve essere necessariamente schiacciato. Al loro posto nascono le sensored, libri senza parole scritte, riassunti di immagini e voci, esperienze sensoriali che sono versioni censurate e riadattate. Molti hanno persino dimenticato come si fa a leggere, costretti in una piattezza di trame che non scuote più, piuttosto annichilisce. Premesse orribili, sconcertanti e possibili. Ed è proprio per questo che il lettore ne è subito catturato.
Alessandra, la nostra protagonista, però inizia ad incuriosirsi sui ribelli OsaRe, che mirano a rovesciare, macchiare i “successi” ottenuti dalla società. Lei è moglie di un membro dell’uffizio, ma la vita le appare rigida e monotona nei confini imposti dal governo. Ed è questa la miccia che accende la storia: il desiderio di vedere oltre i confini preimpostati, oltre il controllo assiduo di una società che forza ad omologarsi.
La prosa è corposa, elegante e ricca di spunti di riflessione che arricchiscono l’esperienza di lettura.
Alessandra inizia ad avere dubbi, cosa assai pericolosa in una società del genere. Dal dubbio nasce la consapevolezza di osservare davvero ciò che la circonda, a riflettere sull’importanza dello status.
Così incontra un vecchio professore che la indirizza verso la Biblioteca, luogo che pare trattenere tutte le risposte che la nostra protagonista non sa ancora di cercare. Qui inizia un tumulto interiore e un addestramento peculiare.
Ametista porta con sé temi spinosi e vertiginosamente attuali. L’importanza fondamentale dell’apparenza, la banalità liscia e linda dove ognuno deve navigare, guai a sporcarla, a spaccarla, a dargli caos. Una società che pian piano sostituisce le cose vere, reali, in nome del sintetico, uguale, più facile, vuoto.
Ma perché tutto questo odio verso la lettura? Perché pensare, vagare, impattare con ciò che si legge invoglia a mettere e mettersi in discussione, e fa traballare la morsa stretta e quieta di controllo, rendendo consapevole di essere ammanettato ad un governo che non vuole far vagare liberi.
E ancora, come il progresso che inframmezza e rende la “coesione” solo una parola che piace tanto usare in ogni discorso, per rendere migliori le cose. Il virtuale, campo assai espanso ma allo stesso tempo insidioso per il medesimo motivo: il virtuale, infatti, ci invita più ad osservare che vivere e fare. Come la tecnologia sia anche un controllo sociale.
Insomma, tutto mira ad un impoverimento culturale estremo che rende i soggetti apatici, incapaci davvero di scuotersi dal mormorio delle numerose app.
L'autrice è brava nel saper ribaltare il lettore con discorsi lucidi e vividi che creano fratture di dubbio, necessarie per porre domande scomode. Nel frattempo, la trama continua, portando la nostra protagonista in un viaggio complesso, nascosto, costellato da tante piccole verità che man mano si riappropria. Un sé che non sapeva di avere inizia a smuoversi in Alessandra. Si esercita con il maestro Porpora, con Scarlatto, diventa un’allieva sorprendere e poi, succede l’impensabile… i viaggi nel tempo che danno alla storia un tocco di mistero struggente.
L’inizio è la fine, la fine è l’inizio, l’autrice ci conduce in un turbine di cambiamenti che precipitano velocemente. Di più non voglio dire, per evitare di incorrere a grossi spoiler.
Ametista si chiude con una nota dolente, se da una parte c’è il riscatto di un finale più sereno, dall’altro l’autrice, con la sua scelta, pone in risalto tutta l’atroce tragicità di un futuro che forse è già condannato.

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