Immortal
Autrice: Sue Lynn Tan
Titolo: Immortal
Trama: Dopo la morte del nonno, Liyen sale al trono, giurando a se stessa di spezzare per sempre il vincolo che lega il suo popolo agli immortali. Quando viene convocata nel loro Reame, coglie al volo l’occasione per carpirne i segreti e stringe una fragile alleanza per salvaguardare Tianxia proprio con la creatura che più dovrebbe temere e della quale meno dovrebbe fidarsi: il Dio della Guerra in persona. Giorno dopo giorno, la vicinanza accende tra loro un’attrazione insidiosa e proibita, un sentimento a cui Liyen deve resistere a ogni costo per non mettere a repentaglio tutto ciò per cui combatte. Eppure, mentre forze ancora più oscure stringono la loro morsa e il regno sprofonda nel caos, Liyen sarà costretta a rischiare il tutto per tutto per salvare il suo popolo da un destino indicibile. Persino stringere un legame pericoloso con l’immortale… a costo del proprio cuore.
Casa editrice: Mondadori, Collana Fantastica
Prezzo di copertina: 25,00 euro
Recensione.
Immortal è un romantasy ricco di mitologia cinese e una magia che sa incantare. Liyen è la nostra protagonista, che alla morte del nonno, sale al trono giurando a se stessa di tentare di spezzare una volta per tutte il vincolo che lega il regno di Tianxia agli Immortali del deserto dorato. Una storia ricca di intrigo, slow burn e una trama che affascina ad ogni nuovo passo.
L’autrice crea questa storia autoconclusiva in un wordbuilding già conosciuto, dove sono state ambientate altre sue storie del Regno Celeste.
Liyen cela dentro di sé un segreto pericoloso: il nonno prima di morire le ha donato il Divino Loto di Perla per curarla da un lungo avvelenamento…ma il loto era ambito anche dalla regina immortale, che continua a cercarlo.
Essendo la nuova Signora di Tianxia viene convocata del regno Immortale per giurare fedeltà, come ogni suo predecessore, e a condurla lì è il Dio della Guerra, impassibile e pericoloso. In Immortal l’intrigo è un elemento fondamentale e viviamo due Corti insidiose. Da una parte, quella della regina Caihong, del regno del Deserto Dorato, animata da immortali forti, potenti, celati. E dall’altra, viviamo la corte mortale della protagonista, più apertamente in conflitto, sono molti infatti che anelano al trono e vedono la rivendicazione di Liyen come qualcosa di fragile che si potrebbe facilmente spezzare…
Assaporiamo l’incertezza che la trama sa regalare, unita anche ad un altro tipo di tensione…infatti, tra il Dio della Guerra e Liyen costretti a passare dei giorni insieme, scatta qualcosa: un’attrazione proibita, impossibile.
La penna dell’autrice è riccamente descrittiva e riesce a dipingerci le scene in modo assai vivido: l’opulenza dei palazzi, la magnificenza del regno immortale, le creature che svolazzano nei cieli, il luccichio di ogni cosa immaginabile che conserva un colore che non decade. Ma oltre l’eleganza, l’autrice sa anche essere mordace e rapida, mostrandoci il guizzo della collera, il morso del tradimento, lo scintillio dell’arguzia, il senso del dovere che brucia e qualcos’altro di più profondo…che si agita, rendendo i protagonisti assai irrequieti.
Liyen mi piace come protagonista, ha un giusto equilibrio tra accortezza e sagacia, tra rabbia di vendicare e desiderio di saggezza. Cerca di imporsi alla propria corte che anela solo a sottrarle il potere, e lo fa con una gentilezza fredda e modi bruschi.
Ma il viaggio nel regno immortale cambia tutto: per Liyen il Dio della Guerra smette di esserlo, e diventa semplicemente Lord Zhangwei, un uomo valoroso, semplice, ermetico ma non crudele come credeva che fosse. Una linea di demarcazione si spezza, ed entrambi iniziano a danzare in un gioco pericoloso fatto di desiderio e macchinazione, dopotutto a Liyen serve l’appoggio di Zhangwei per perorare la sua causa: liberare finalmente Tianxia, abbattere le mura che la tengono intrappolata. E anche lo stesso Dio della Guerra si avvicina, mostrandole una tenerezza che è quasi inspiegabile…
Diversi eppure simili, entrambi feroci nel voler difendere la propria gente. La breccia si è aperta e qualcosa trema indeciso per poter sbocciare, ma gli eventi precipitano velocemente. Un tradimento brucia come sale su una ferita. La trama prende un guizzo piacevolmente sorprendente capace di animare la scena e accrescere una risolutezza che per Liyen stava per perdere la sua forza, indurisce il cuore.
E qui audacia, crudeltà, desiderio, battaglie e sotterfugi si mischiano abilmente insieme ad una magia forte, oscura, potente, creando un arazzo splendido e dinamico. Al centro pulsa la storia d’amore controversa e fitta, di cui pian piano iniziamo a capirne la portata.
Lei, una principessa mortale, che desidera liberare il proprio Regno.
Lui, Dio della Guerra, che obbedisce agli ordini della sua regina.
Con queste premesse la tragicità della storia si fa sentire, eppure, nuove rivelazioni li legano ancora più forte, dandoci uno struggimento assai tenero che disarma.
Ci sono scene bellissime. C’è una ferocia in Zhangwei e Liyen nel trovarsi sempre, tra battibecchi e occhi languidi, tra intrighi e verità che non si sanno ancora dire. Ma non c’è tempo da perdere, il nemico rimasto nell’ombra si scuote anelando a fare la mossa decisiva.
La montagna di Kunlun è la parte del romanzo più insidiosa e ricca di azione. Sacrificio, consapevolezze, qualcosa che deve essere donato con tutto il cuore, angustia e il cozzare di spade che riverbera tra le pagine, portandoci vicinissimi al momento di svolta.
La bilancia pesa da ambo le parti: salvare il proprio popolo o seguire il cuore. Fidarsi o recidere un legame di cui ancora non ne capisce la portata. La passione che travolge e la logica che taglia.
Poi uno specchio che riflette più possibilità. Un destino a lungo abbandonato adesso ha bisogno di essere reclamato. Ma ancora una volta, Liyen ci stupisce, la nebbia che la avvolgeva si è dissolta, è lucida e agguerrita: traccerà il proprio fato da sola.
Immortal è una storia che sa riscaldare dentro, con la sua bellezza e profondità, intrecciata al folklore cinese e a un worbuilding delineato abbastanza da permette alla trama di poter scorrere ad un buon ritmo, ma soprattutto con la grande capacità di averci portato una storia d’amore forte e una protagonista irruenta che sa scegliere per se stessa. Ho apprezzato la scrittura della Lynn Tan e sono curiosissima di recuperare le altre sue storie!

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