Il Nerva le origini

 


Autrice: Charlotte J. Bright

Titolo: Il Nerva, le Origini

Trama: "Il Nerva. Le origini" è il prequel della Trilogia del Nerva, e racconta la creazione del Nerva narrando le vicissitudini di una giovane Nerva Drake. Nerva Drake viene dal nulla. Se può frequentare l’Accademia è solo grazie a una mente brillante e a una determinazione di ferro. Sono anni che dedica la sua vita e i suoi studi a un progetto scientifico straordinario. Sta creando un modo per manipolare l’energia attraverso il corpo umano: un superpotere che potrebbe cambiare la storia dell’universo. Proprio sul punto di farsi finalmente un nome, però, tutto va a rotoli. Da una parte l’Accademia, che per via di una promessa fatta deve condividere con l’allievo più popolare e intelligente, Bairden Bryar. Dall’altra il laboratorio, in cui il Dipartimento della Difesa la tiene in ostaggio affinché continui i suoi studi per uno scopo che lei non condivide: rendere un prescelto il primo soldato iperpotenziato nella Storia. Come non bastasse, si tratta del capitano Vinicius Castilla, nonché il sensualissimo primogenito del capo della Difesa. Per assicurarsi un posto all’interno del Circolo Galattico Definito bisogna essere di natali prestigiosi oppure detenere il potere. Nerva Drake è una semplice scienziata che detesta l’esercito, e l’ultima cosa che vuole è vedere il suo progetto trasformato in arma. Catapultata in un mondo cui non appartiene, l’unica via è rispettare gli accordi, almeno in principio. Tutto ciò che ha per sfruttare le opportunità è usare l’astuzia e la sua amata scienza, ma sarà sufficiente o dovrà sacrificare qualcosa che sente più grande di lei?

Prezzo di copertina: 16,90 euro.

Recensione.

Fiside! È sempre emozionante tornare dove si è stati bene. Stavolta, però, facciamo un bel passo all’indietro in quanto l’autrice ci conduce dov’è iniziato tutto, un prequel dove la protagonista indiscussa è proprio lei: Nerva Drake, l’ava di Anna
Sia il prequel che la trilogia possono essere letti in qualsiasi ordine si voglia, ma ovviamente chi ha già letto la trilogia del Nerva qui si emozionerà con poco: un nome, un avvenimento, un colore degli occhi.
Il Nerva le origini è uno sci-fi fantasy capace di immergere il lettore nelle sue ambientazioni con una facilità sorprendente. Pronti? Andiamo. 
Nerva Drake è una giovane di umili origini, laureata a pieni voti come medico genetista, e che grazia alla sua mentore Galasia Seridan, capo del dipartimento del Progresso, può frequentare l’Accademia su Idunn e svolgere ricerche nei laboratori del dipartimento della Difesa su Nunastormen. Ed è qui che la troviamo intenta a fare esperimenti su se stessa per manipolare l’energia elettromagnetica con il proprio corpo. Una scoperta che ha il potere di scuotere l’intero Circolo Galattico Definito, dimostrando che le teorie più bizzarre che molti hanno definito “magia” sono invece applicabili: pura e brillante scienza. Tutto sembra procedere placido fin quando accade qualcosa di orrendo e tutto sembra andare a rotoli, a Nerva viene minacciato di strapparle via il progetto a cui a dedicato anima e corpo (a Kyzer piace questo elemento). 
Ma come ci renderemo ben conto, la nostra Nerva è caparbia e non è prepensa facilmente a rinunciare al proprio progetto ed è disposta a tutto. 
La prosa è una scia luminosa di stelle in un mare nero e immenso: ti folgora. Corposa ma fluida, che sa rendere giustizia ai personaggi della storia, sapendo diventare brutale, potente, emozionante e vulnerabile. 
I nostri personaggi principali sono essenzialmente due: ovviamente la prima è Nerva Drake, il secondo è Vinicius Castilla, capitano promettente nonché primogenito del capo della Difesa. L’impostazione della trama prende il sopravvento: c’è un nemico insidioso che cresce nell’ombra del Circolo: la Gilda, che traffica la pericolosa droga Temporis, che riduce il dolore, rende forti, e i pensieri vaghi. Appare chiaro che la fantomatica Gilda non è un nemico da sottovalutare, ha un avanzamento tecnologico che fa invidia alla Difesa, e questo non può accadere. La Difesa deve riprendersi dalle ultime batoste e riaffermare il proprio prestigio, per una serie di eventi dunque, Vinicius e Nerva si ritroveranno a dover collaborare insieme per poter estirpare la Gilda. E qui… il romanzo prende fuoco. 
Nerva disprezza apertamente i militari e non ha nessuna intenzione di lasciarsi comandare come un’insulsa marionetta dalla Difesa dando loro la chiave della mutazione, ormai tanto ambita da tutti. Il suo atto di ribellione va studiato nei minimi dettagli, e qui abbiamo l’aiuto dell’allievo brillante e popolare dell’Accademia, Bairden Bryar. Tra Nerva e Bairden all’inizio vi è sfiducia ma ben presto viene superata, sono entrambi scienziati, animati dalla stessa voglia di conoscenza, che si tramuta in una amicizia tenerissima… Qui inizia un periodo di scadenze, minacce, tanti test in laboratorio e la fastidiosissima vicinanza con un certo Capitano. 
È un volume che riesce ad evidenziare, senza nessuna difficoltà, la complessità sia della storia in continua evoluzione sia i personaggi all’interno che mutano, a secondo di cosa accade… o chi incontrano. E le esigenze che smuovono la trama sono energie diverse che spesso finiscono in combutta: per alcuni la reputazione e il prestigio vale più di tutto e non si fanno scrupoli a sacrificare altri; c’è chi vuole vendicare un omicidio, chi semplicemente fa il suo lavoro eseguendo gli ordini, chi è spinto dal desiderio di aiutare gli altri. Tutto si mescola insieme. 
Ovviamente, Nerva è il nucleo caldo e pulsante del romanzo. Una giovane che adora la scienza e che odia l’esercito, che ha sempre dovuto cavarsela sola. Una dottoressa assennata nelle sue emozionanti ricerche, brillante ed entusiasmante… che però si sente sempre un po’ fuori posto, ovunque. In Accademia è una scienziata in mezzo ai soldati, a cui la disciplina ferrea e lineare sta parecchio stretta. Adoro sentire com’è innamorata della scienza, Nerva non vede nulla di immutabile nelle sue leggi, piuttosto è una continua evoluzione che ha bisogno di essere compresa. Nerva permette alla natura di esprimersi e ciò che la spinge ad impegnarsi sempre di più è il suo desiderio di voler fare del bene. Di migliorare delle complicazioni, di guarire, di dare speranza a corpi ormai divorati dalle malattie. Dietro questo c’è un grumo di dolore represso che non è mai andato via: la perdita della madre a causa di una malattia e l’inconsistenza genitoriale del padre. 
Ci appare anche chiaro che la nostra protagonista ha un bisogno viscerale di possedere il controllo, in una vita che l’ha fatta sempre sbandare, e questa certezza la trova nella Scienza, nei suoi numeri, nelle ricerche, nelle sue infinite possibilità che attendono solo di essere scoperte. 
Dall’altra parte, abbiamo Vinicius. Un personaggio complesso e ligio a ciò che gli viene ordinato. Essere il figlio del capo della Difesa non è un facile fardello: deve sempre dare il massimo, nessuna sbavatura è concessa, impegnarsi a dimostrarsi fedele a suo padre, qualsiasi sia il prezzo che si debba pagare. Il mondo di Vinicius è nero e bianco: c’è la legge e ci sono i criminali. Eppure, una scienziata (che è peggio di una ribelle, cit) irrompe nella scena con una forza fresca e forte che lo destabilizza, lo capovolge, lo confonde. 
Un altro personaggio chiave della vicenda è Egle Haak, ma non dirò altro perché non voglio spoilerare, ma è una figura parecchio enigmatica e fondamentale nel progredire degli eventi, ho amato la sua ambiguità cristallina e il suo saper proteggere chi ritiene importante.
La parte tecnica del romanzo è scritta in modo chiaro, credo che la scelta dell’autrice di rendere la scienza comprensibile senza andare a cercare paroloni apposta o giri di parole è un’azione vincente, proprio perché appassiona i lettori in modo genuino (ho perso poi ore a leggere ricerche scientifiche di cui ignoravo l’esistenza? Sì). 
In Il Nerva le origini è fondamentale il rapporto tra Nerva e Vinicius. Incompatibili per parecchi contrasti: militare e scienziata, ricco e povera, agiato e disperata, eppure, ci sono appigli che li rendono simili: dolore, frustrazione, desiderio. Vinicius riesce a comprendere Nerva in un modo totale e disarmante, anche quello che la nostra protagonista fa fatica ad ammettere. E Nerva sorprende Vinicius con la sua indomabile fermezza e capacità di pensare sempre agli altri. Si scontrano, si cercano. 
La tensione cresce come un’energia che non può fermarsi, anche se si tenta disperatamente di ignorarla o sminuirla. E poi, lo scoppio, la resa. L’incendio. La devastazione. 
Le emozioni del lettore turbinano con una potenza sorprendente. Prima sospiri poi ti disperi, ridacchi e poi temi l’evolversi degli avvenimenti, la pelle d’oca per scene pazzesche e un dolore sordo per altre.
Tra l'altro, gli estratti ad ogni inizio capitolo sono intensi, dolorosi, belli (se ne penso ad alcuni mi risale il magone). 
L’autrice mostra una capacità stratosferica nel riuscire a cambiare tono alla vicenda, ad ogni esigenza. C’è tensione tipica dello slow burn che è una deliziosa tortura, momenti che ti invogliano a divorare le pagine dove leggerezza e crudezza coabitano, una spolverata di sarcasmo ruvido che si fa sentire. Ci sono scene epiche seguite da uno struggimento che annienta e poi si ricomincia, in un ciclo perfetto che non fa mai diventare statica la narrazione. 
Il romanzo rivela anche una bella complessità. La gilda è il nemico, ma in realtà la situazione non è così semplice come molti vogliono forzarla ad essere. Complotti e invidie, dove su tutto governa il desiderio di detenere il potere, un potere agognato e fondamentale per imporre la propria volontà nel Circolo Galattico. Ed è proprio qui che gli studi incredibili di Nerva fanno gola a molti: un’arma per affermarsi e sono diverse le fazioni che ambiscono a metterci le mani. 
La nostra Nerva dovrà affrontare scelte ostiche, ma un destino lontano che ancora deve verificarsi si sta già allineando (La Trilogia del Nerva fa bubusettete), una guerra gelata nel tempo che attende il suo svolgimento, qui viene stesa la base che permetterà tutto. Il sentiero da percorrere è arduo e sarà fatto di fuoco e occhi d’ambra (qui è sempre e solo pelle d’oca!). 
Sono tanti i momenti che rimangono cristallizzati: come quando Vinicius insegna a Nerva a pilotare una nave; le mutazioni in laboratorio con quella componente sempre imprevedibile; Nerva e Bairden seduti accanto ad un fuoco che dicono addio ad una persona importante delle loro vite; una donna in un pianeta gelato ferma su una torre desolata che già sa tutto. 
Qui la narrazione si agita, si tende, pronta. Ci irrigidiamo anche noi, presi da una trepidazione che aumenta tra le pagine. L’autrice continua a darci un bellissimo respiro descrittivo che rende la vicenda ancora più dettagliata (scusate eh, ma quando descrive sempre in modo differente e bello gli occhi di Vinicius io sono già vinta. SUBITO). E la ribellione quieta del romanzo sta per evolversi. 
Poi, lo scoppio. La luce. Il Nerva. Caos in un complesso intricato di meraviglia e timore. Da qui è tutto un continuo strappo: distruzione, sogni infranti, morte, dolore, frustrazione. E la verità che perde certezza. Nerva è determinata sì, ma allo stesso tempo è un po’ alla deriva per le complicazioni delle sue scelte. Le emozioni ti afferrano con decisione, anche per i collegamenti con la trilogia: Nerva e Anna. Guerre che devono verificarsi e destini che devono spezzarsi per poter essere scelti, nomi che qui sembrano non significare nulla ma che in realtà scuotono, scelte ardue che metteranno in moto cose troppo grandi per poter essere immediatamente comprese. 
L’autrice ha creato un wordbuilding bellissimo a cui ormai mi sono affezionata. Le possibilità infinita di storie all’interno del Circolo è tutta appassionante. La fine è un continuo che travolge con la sua indicibile potenza: c’è divisione, accettazione, speranza per un futuro di cui esistono solo tiepidi filamenti. 
Il Nerva le origini ha una conclusione dolceamara, questa scelta mi piace moltissimo: è in linea con quello che accade all’interno del romanzo, c’è nostalgia e struggimento ma anche una determinazione onesta nel tentare di rendere il Circolo un posto migliore. Ma questa è un’altra storia con altri protagonisti.



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