Anima Vincta

 


Autrice: R. A. Eller

Titolo: Anima Vincta

Trama: Alta Austria, 1320. Due bambini vengono bruciati vivi per ordine di un prete. Dal rogo si leva qualcosa che non avrebbe dovuto esistere. Qualcosa nato dal sangue e dal fuoco.
New York, 2024. Un uomo si risveglia in un obitorio con un drago marchiato sulla pelle. Adam Vanger ricorda tutto della sua vita: le bombe, le fiamme, la morte. Quello che non ricorda è come abbia fatto a sopravvivere. Regan Ford, medico legale, non crede ai miracoli. Ma quando un uomo apre gli occhi sul suo tavolo settorio, senza portare addosso alcun segno di ciò che dovrebbe averlo ucciso, il suo mondo perfetto e razionale si spalanca sull'incredibile. Da secoli, sette persone condividono lo stesso destino. Nomi diversi. Vite diverse. Epoche diverse. Alcuni non invecchiano. Se uccisi, non muoiono. Sono le Animæ Vinctæ. Anime vincolate da una maledizione antica che nessuno ha mai saputo come spezzare. Qualcuno li cerca. Qualcuno li protegge. E qualcuno è tornato per ucciderli.

Casa editrice: Editoria indipendente 

Prezzo di copertina: 20,00 euro (disponibile anche versione kindle a 4,99 euro)

Recensione.

Anima Vincta è una di quelle storie che si radica dentro, anche dopo aver chiuso il romanzo. R.A. Eller è tornata a emozionarci con una vicenda struggente e magica, con ormai il suo marchio di fabbrica: azione e adrenalina che movimentano tutto.
Dopo la saga spy story Gunsight (preferita in assoluto, leggetela!) e il fantasy avventura storico Ransom’s Legacy (come si fa a dire di no ad una ciurma di pirati pittoresca?!) l’autrice ci regala una nuova perla, un urban fantasy dalle venature thriller e mistery che agganciano in modo immediato il lettore. 
Anima Vincta è un genere nuovo e l’autrice dimostra una ferrea capacità di versatilità nel saper portarci in modo nitido un romanzo di fuoco, furia e maledizione. Una storia di anime che si cercano incessanti e anelano a trovarsi, che porta con sé l’avvolgente profumo di caramello e cannella. 
Anima Vincta prende inizio nel passato, nel 1320, a Salzstatt, un piccolo villaggio austriaco intrappolato nella morsa della paura divina. Le sciagure che colpiscono il paesino agitano i cuori deboli della comunità e la loro paura e rabbia, abilmente governata dal prete, vengono indirizzati verso i diversi: la famiglia Dragan. È un prologo sofferto e vivido, che marchierà in modo definitivo il destino dei protagonisti che si muoveranno all’interno della storia. 
Il registro si sposta alla modernità, 2024, a New York. Regan è la nostra protagonista, una dottoressa specializzata nella patologia forense che si appresta ad iniziare il suo nuovo lavoro presso l’ospedale Presbyterian, quasi sposa nella prestigiosa e aristocratica famiglia Hatcher. Tutto procede in una normalità quieta, la curiosità e l’impegno nel novo ambiente lavorativo e i momenti condivisi con il fidanzato Gabriel…finché il cadavere 2326 dell’obitorio, beh, riprende vita. 
Non solo, il suddetto redivivo non ha idea di cosa ci faccia lì, gli ultimi suoi ricordi risalgono a più di trent’anni fa. 
Le premesse sono assai stuzzicanti e vi dico fin da ora che l’autrice non solo mantiene l’hype ma supera di gran lunga le aspettative. PREPARATE IL CUORE! 
La prosa è arguta, piena, magnetica, incredibilmente fluida. È come essere in balia di un incantesimo a cui non vogliamo sottrarci, anzi, desideriamo addentrarci più a fondo in una storia che ancora deve rivelare tutta la sua intrinseca potenza. 
Nell’obitorio a scoprire il cadavere parecchio sveglio sono la dottoressa Regan e il giovane Jared, che per pagarsi gli studi lavora come inserviente nell’ospedale. I tre ancora non lo sanno ma è l’inizio di qualcosa che cambierà inevitabilmente le loro vite. 
Il redivivo si è svegliato con un piccolo marchio a fuoco impresso nella mano, un drago dormiente, di cui non ha nessun ricordo; ma il resto lo ricorda: si chiama Adam, ed è un marine artificiere che era stato mandato in una pericolosa missione sottocopertura per sventrare un attacco terroristico… finito male. Le incognite della storia non fanno che aumentare, tenendo il lettore incollato alle pagine.
Velocemente la situazione si ingarbuglia, deliziosamente infittendosi: personaggi diversi ma che sembrano curiosamente legati, un mistero che più si scava più rischi insidiosi emergono, e insieme alla curiosità di un enigma complesso avvertiamo anche un leggero disagio, come se stessimo sfiorando qualcosa di epocale, qualcosa di dormiente che una volta scoperto non si può tornare indietro. 
Regan e Jared sono alle prese con qualcosa che sembra impossibile, che sfida ogni regola della realtà. Eppure, dopo l’iniziale shock e sfiducia non possono negare la verità: Adam ha davvero ripreso vita sotto ai loro occhi. Come? Perché? 
Sono domande che martellano i nostri due personaggi; nel frattempo, anche Adam è destabilizzato da tutto ciò che sta accadendo: si risveglia in un mondo che non riconosce più, dal 93’ al 2024 cose ne cambiano parecchio. Avvertiamo la sua confusione, un crescendo di emozioni che salgono e si ritirano senza sosta mentre prende consapevolezza di cosa significhi davvero tornare dopo ben trentuno anni: tutte le persone che conosceva e con cui aveva un rapporto sono andati avanti con le loro vite, lui è rimasto immutato, fermo, dormiente. Per quale motivo? È un quesito che lo tortura senza sosta. 
Nel frattempo, conosciamo altri personaggi chiave nella storia: Gabe, fidanzato di Regan, che lavora in Procura e Lance, il capo di Gabe, ma anche una vecchia conoscenza per qualcuno… 
La trama si inerpica quando…beh, spuntano altri personaggi con il “vizietto” di risorgere, immortali con le stesse prerogative di Adam e l’Interpol vuole fare luce su questo mistero, il che li conduce al nostro protagonista. 
Tutto si mescola e si lega, costruendo una storia complessa a più livelli che ha ancora tanti punti ignoti. Il libro supera l’impossibile e ci spinge a seguirne i risvolti con una curiosità morbosa. Regan, Jared e Adam vogliono andare a fondo di questo enigma, ma devono prendere consapevolezza di andare l’oltre il conosciuto. C’è qualcosa di magico nei contorni della vicenda e per cogliere i risvolti nascosti i nostri personaggi devono abbandonare la strada del concreto. Dopotutto, lo stesso Adam vivo e vegeto è il simbolo di qualcosa di inaccettabile che invece è accaduto. 
Eller è una narratrice preziosa, capace di anima scene complesse e veicolare un grumo di emozioni intense e destabilizzanti, che non fanno altro che risaltare la mirabile capacità di costruire personaggi immensi e una trama a livelli ad incastro che funziona in modo superbo. È sempre così con questa scrittrice: ci dà una trama che è uno specchio d’acqua in cui già si muovono cerchi concentrici, ma non si limita alla superficie, ci getta nelle profondità agitate che si celano dietro. Abissi di cui ci scopriamo desiderosi di carpire. 
E parliamo un attimo dei personaggi che movimentano questa meravigliosa storia. Personaggi intricati, determinati, che nascondono molto più di quello che crediamo. 
  • Regan, un personaggio che piace in modo immediato, per la sua amplia caratterizzazione. Intelligente, capace, dalla risposta pronta e che non si tira indietro di fronte alle difficoltà. Adoro come la sua dedizione e passioni per le spiegazioni scientifiche si scontra inesorabilmente con qualcosa di bizzarro, eventi che hanno qualcosa di magico e soprattutto che pare avere un collegamento con gli incubi che la infestavano da piccola…ma è impossibile, no? 
  • Adam, un personaggio che appare indomabile. Pericoloso, forte, arrabbiato e un po’ perso. Sentiamo bene il suo spaesamento in un mondo che corre veloce avanti, che non l’ha aspettato (ah, my emotions! Cit) le vulnerabilità celate che animano i suoi bei occhi, i pugni stretti davanti ad una vita che gli è stata rubata e che adesso sa che sta vivendo qualcun altro. Un uomo pieno di risorse, ermetico con un sarcasmo pungente che lo rende irresistibile (sì, ci fa innamorare). E poi, quel drago che pare muoversi nella sua pelle, che è ingrossato dall’ultima volta che l’ha osservato… ma è impossibile, no? 
  • Jared, un personaggio a cui ti affezioni (ciao bro!), nel trio è quello che dona il giusto equilibrio, assennato, sveglio e leale. Certo, adesso, si ritrova in una situazione che ha connotati del fantasy, dove l’impossibile è diventata la norma, soprattutto passando il tempo con Adam (scene amate!). 
E tra Adam e Regan scatta qualcosa, un legame che non si sa spiegare, come se qualcosa di atavico si fosse messo in moto. Due magneti opposti che dopo tanto errare si incontrano. È bellissimo vedere l’evoluzione del loro rapporto, l’amalgamarsi dei due caratteri diversi, e l’autrice sa rendere questo vincolo in modo autentico, senza cadere in cliché visti. 
Regan e Adam si sentono in sintonia, al sicuro, come se l’uno riuscisse a calmare l’altro, e nei momenti incerti si cercano, quasi inconsapevolmente, ma il lettore è catturato da queste piccole interazioni che pavimentano la storia, arricchiendola di una nota emotiva assai sentita. 
E se certe coincidenze in realtà non lo fossero? 
Il destino che rimescola le carte, qualcosa di antico che si desta. Un drago che si stiracchia oziosamente dando il via a qualcosa di inimmaginabile, qualcosa di grandioso e temuto. Rivelazioni che conducono la storia verso una dinamicità sorprendente e un’ombra, che si allunga da secoli, ha forse atteso la persona giusta per mettere la parola fine ad un dramma che continua a consumarsi. 
Da qui in poi, ci sono brividi. La penna si agita, colorandosi di furore che scorre veloce, mentre ci avviciniamo ad un punto di svolta: un punto di luce che ribalta la storia, accentuando le sue sfumature fantasy in modo così delicato che ne siamo catturati. 
Il ritmo si irrobustisce, facendoci avvertire la nota d’azione che ci porta a nuovi picchi. Sette immortali, sette anime che sembrano non poter conoscere pace: le Anime Vincta. E in mezzo a loro il nemico che muove i fili: un uomo ossessionato dal suo sogno che rincorre da moltissimo tempo. 
C’è una varietà pazzesca di emozioni, all’interno del libro, che esaltano le scene; legato anche alla fantastica capacità di descrizione che impreziosisce ogni passaggio narrativo. Ci sono dei momenti che si cristallizzano nell’immaginario del lettore per la perfezione con cui ci vengono veicolati. Come uno struggimento che pare non avere pace, tagliente e malinconico, incontri di vecchi amanti teneri a cui a separarli adesso c’è una vita intera. La collera, la paura, l’adrenalina che sembrano sfrigolare sulla pelle. La gelosia che annebbia, l’incertezza che mette radici nei cuori, e la verità che esige di essere riconosciuta. Il nucleo pulsante del mistero della vicenda che ad ogni capitolo sembra aumentarne la portata e a governare gli avvenimenti che si susseguono. Anime che si appartengono, l’impronta di qualcosa di prestabilito e segnato che è stata la miccia di questa incredibile storia. 
E qui voglio spendere due parole sui dialoghi, semplicemente superbi. Attraverso di essi l’autrice mette a nudo l’anima cruda dei suoi personaggi: aspirazioni, desideri, sofferenza, vendetta. Tutto si accende quando i personaggi comunicano, verbalmente e non, ardono dei propri intendi rendendo Anima Vincta una storia viva, brillante e indimenticabile. 
Non solo, ma voglio anche parlare della cura immensa che c’è nel romanzo. I risvolti dei capitoli sono stupendi, arricchiti in base alla parte di libro. Le immagini all’interno della storia la rendono un’edizione pregiata e affine al dettaglio, tutto mirato a darci un’esperienza di lettura a trecento sessanta gradi. 
I temi presenti nel romanzo, rafforzano la portata devastante della vicenda. Il riscatto per se stessi, la crudeltà di persone con mentalità chiusa che condannano i diversi, l’importanza dell’amicizia, di legami che non si possono scucire, il coraggio di mettersi anche in pericolo per salvare le persone che si amano, la forza destabilizzante di magia che scorre nella realtà, l’inspiegabile a cui non riusciamo a dare altro nome. L’importanza del destino e il dibattito sul fatto che sia già scritto o qualcosa che si evolve continuamente. 
Per la portata di eventi e la gestione con cui vengono rivelati, appare ineluttabile la frattura dei personaggi coinvolti. Si incrinano per permettersi di esplorarsi oltre quello che credevano di essere. Sono momenti delicati in cui superiamo un limite, ed è bellissimo vedere questo processo, sintomo di una storia scritta bene, in quanto i personaggi si sviluppano con la storia. 
Prendiamo Regan. Medico grandioso che ama il suo lavoro, eppure, tutto sembra quasi essere soppianto dal nuovo e ingombrante ruolo che dovrà impersonare: futura moglie del viceprocuratore generale dello stato di New York. Ma Regan era pronta a fare quel passo, insieme a Gabe. Ma il ripercuotere degli eventi fa nascere un dubbio nelle spire perfette di una vita che pareva già programmata. O forse, il dubbio c’è sempre stato ma Regan non ha voluto mai riconoscerlo. 
Gabe è sempre stato il ragazzo perfetto: un ottimo lavoro e un fidanzato attento. Eppure, quando Regan inizia a vagare dal ruolo imposto, scoprendo anche nuovi lati di sé, Gabe da solidale e concreto diventa soffocante, rigido, quasi imperdonabile. Ma la nostra protagonista imparerà a fischiarsene delle opinioni altrui e continuare a seguire una strada che ormai sente propria, col desiderio di vedere fin dove la porterà. 
E Adam, oh Adam! L’autrice ci porta un personaggio frammentario e complesso così fitto che è impossibile non esserne attirati. Un protagonista che rimane indelebile, non solo per la sua storia personale, ma soprattutto per la capacità che ha di trasmetterci ogni sua emozione, quelle che ribollono sotto la superficie, la rabbia cocente che pulsa, il ritrovarsi senza nessun punto di riferimento, una bussola impazzita che non può fermarsi. Tutto in lui ci arriva nitido, come una freccia ben scoccata. 
È un personaggio che si ritrova a fare i conti con verità che lo gettano in balia di tempeste forti, e Adam affronta tutto con una tempra invidiabile, ma adesso si ritrova a dover far i conti con qualcosa di più grande di lui che gli è stato affidato. Un compito che lo aggrava, forse, ma allo stesso tempo è liberatorio finalmente poter vedere tutti i tasselli uniti, a sentirsi completo. A sapere qual è lo scopo che l’ha condotto fin lì. 
E con Adam ci sono tanti bei rapporti che vengono costruiti all’interno, rapporti sinceri d’affetto altri pieni di contrasti. Prendiamo Adam e Janssen, un legame tenero che per molti anni sbiadisce, per timore e forse desiderio di rimandare l’inevitabile. Ma è un rapporto ricco di non detti che si riflettono nell’affetto che possiamo quasi sentire nella voce del camerlengo. 
Adam e Lance, un rapporto pieno di contrasti e rancori, eppure, c’è una solidità sotto che dimostra la correttezza e fragilità delle persone coinvolte. 
E come ho già accennato, quello con Jared. Ho amato ogni loro piccola interazione, da quelle iniziale velate di paura e sospetto a quelle più profonde di un’amicizia sincera. 
Accade sempre con i romanzi di Eller: la trama che si presenta già intrigante è solo la punta dell’iceberg. Le sottotrame, gli enigmi, gli abili e mirati plot twist rendono Anima Vincta un page-turner straordinario e assai scenografico. 
E qui, l’asticella si alza: parliamo di fazioni che combattono da secoli, l’importanza del Vaticano (qualcuno di mia conoscenza, un certo “fotografo” non sarebbe per nulla sorpreso sul coinvolgimento della Chiesa) e di alcuni Cardinali, le Anime vincolate, una colpa mai lavata ma che è destinata a ripetersi in un ciclo perpetuo. 
La tensione, dunque, si carica moltissimo. La possiamo avvertire nell’aria, nella concitazione degli eventi, nelle spalle rigide di chi si sente osservato, braccato. 
Mi piace come l’autrice propone il tema dell’immortalità, fondamentale nella storia, legati qui ad una sorta di maledizione che può essere vissuta come una seconda opportunità o fardello, a secondo dei personaggi. E affascina vedere come alla “lunga” questa immortalità porti con sé una certa stanchezza, intorpidimento a qualsiasi volontà e desiderio, il continuare ad esistere senza davvero viverla. 
Nel mentre, la trama procede spedita ma morbida, come se sapesse dove vuole condurci e lo fa senza sbavature. Con fluidità ci spostiamo da New York a Roma, un passaggio fondamentale, dalla cacofonia della grande male alla città eterna, che pare trattenere nei suoi sampietrini segreti torbidi. Quindi, il mix diventa travolgente: caccia all’uomo, fazioni in combutta, personaggi che sono alleati o nemici, un dinamismo che gestisce il ritmo del romanzo in toni serrati, sensuali e tragici. 
Arriviamo al punto di rottura. E qui ci imbattiamo nella parte più vulnerabile del romanzo: il momento di prendere decisioni brutali, che rivelerà la vera pasta con cui sono fatti i personaggi, con un sottofondo di intrigo e mosse strategiche che diventano una cappa solida in cui muoversi. Ogni passo può essere quello insidioso. 
La suspense satura e riempie le pagine, esigendo attenzione, le pedine sono in posizione, pronte alle ultime agognate e disperate mosse per vincere. Ma attenzione che il potere è subdolo, può scivolare tra le dita come se fosse ghiaccio e frantumarsi a terra… 
Ci sono tante scene che vengono valorizzate ulteriormente dalla portata descrittiva, tutto si muove in modo strabiliante. Scene che rimangono impresse nel cuore, i momenti carichi di tante cose non dette ma che avvertiamo, altri colme di abbandono e desiderio di un abbraccio che stritolano le emozioni del lettore. L’obitorio che cambia tutto, una suite con personaggi che promettono tempesta, una profezia su un Drago e la Strega, e tante altre scene fighissime che non posso neanche citare per evitare spoiler (ma che valgono assai, aaaaaah!) E in mezzo a tutto il guizzo d’azione che ammanta la storia di una preziosa imprevedibilità che rende ogni cosa sul filo del rasoio, mentre seguiamo Regan e Adam in un sentiero tortuoso di scoperte e verità dure. 
La penna divampa, inglobando ogni cosa nella sua morsa di fuoco. Le bugie vengono scorticate, intenti rivelati e la tragedia infine si consuma, agognando la sua stessa disfatta. 
Gli atti finali si preparano, lo avvertiamo nell’atmosfera esagitata  e nel senso di chiusura che pesa sulle spalle dei nostri protagonisti. Adesso, Adam e Regan sono consci di cosa devono fare, tutto si incastra.
Risoluzione, valore, sangue freddo, strazio, ansia, il totale che asfalta la strada verso il cuore del dramma, qualcosa di temuto e anelato che sta per accadere. Oh, lettore, l’autrice sa traumatizzare con stile, su questo non c’è nessun dubbio! 
Semplicemente pazzesco! Come note che si incastrano tra di loro c’è un crescendo che da la pelle d’oca. Il dolore si scioglie in lampi di luce bellissimi e accecanti, che sembrano perdonare una colpa che si trascina da troppo tempo. E poi, finalmente quiete. Lì dove qualcosa si è spezzato per permettere altro di sbocciare, finalmente libero. Qualcosa di vero, di completo, che cambia in modo irrimediabile la vita dei personaggi. 
Non ci si accontenta più, ci si ferma davvero a godere dei piccoli momenti preziosi, sotto un cielo con una nuvola dalla forma che ti fa fermare il cuore (c’ho pianto sopra? Sì) 
Un finale devastante, dolceamaro, sofferto e incredibilmente tenero. Chiudi l’ultima pagina ancora cercando di smaltire una miriade di sensazioni diverse che si accavallano tra di loro. 
Ho apprezzato tantissimo che la storia rimanga “fedele” a se stessa, dando la giusta importanza alle variabili che movimentano la trama ma non cambiano la sua base solida, il fine ultimo che si doveva raggiungere si è raggiunto. 
Anima Vincta è una storia peculiare, che non ti aspetti, sa mischiare bene i suoi generi predominanti, regalandoci personaggi d’impatto e veritieri, e una storia che non sembra finire… cambia solo forma. 
Oltre le cinque stelle. 
Adesso, parliamo della scena post credit che trovate alla fine del romanzo. Non farò ovvi spoiler, ma per rispetto di chi vuole recuperare le altre storie dell’autrice vi dico che c’è un piccolo crossover. 
Una novella che emoziona PARECCHIO gli appassionati dell’universo scritto da R. A. Eller, infatti ci ritroviamo personaggi amati della serie Gunsight… che discutono alcuni strani eventi avvenuti proprio a Roma in Anima Vincta. 
Ora, io ho avuto gli occhi lucidi per tutta la durata della novella, davvero solo leggere le battute dei personaggi e associarle al tutto il trascorso (che sono ben sei volumi) provoca una baraonda di emozioni. L’autrice qui mantiene la penna mordace e spiccata, mentre il lettore è divorato da una nostalgia intensa. 
Due storie che si incontrano, sentire Mike parlare di Adam mi ha dato un senso di vertigine! Mike sempre sarcastico e assai deduttivo. Davvero, è stata una chicca assai gradita.

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