Assassinio sul Phoenix Express
Autore: Riley Sager
Titolo: Assassinio sul Phoenix Express
Trama: Nel 1954, Anna Matheson sale a bordo di un lussuoso treno no stop notturno diretto a Chicago che lei stessa ha noleggiato, con una lista ristretta di nomi e un cuore indurito dal dolore. Dodici anni prima, nel pieno della Seconda guerra mondiale, sei persone hanno distrutto la sua famiglia. Ora, sotto falsa identità, ha orchestrato una riunione agghiacciante con lo scopo di intrappolare a bordo i responsabili. Il suo piano è chiaro: affrontare i fantasmi del passato, portare alla luce verità sepolte da tempo e assicurarsi che la giustizia la attenda alla fine del viaggio. Ma quando uno dei passeggeri viene trovato assassinato prima dell’alba, scopre di non essere l’unica a nascondere segreti o a cercare vendetta. Mentre il treno sfreccia nella notte gelida, Anna deve districarsi tra strati di inganni, e scendere a patti con il costo della vendetta, ritrovandosi a proteggere proprio coloro che aveva già condannato. Perché qualcuno a bordo è determinato a impedire che nessuno di loro – Anna compresa – raggiunga vivo l’unica fermata.
Casa editrice: Fanucci Editore
Prezzo di copertina: 16,90 euro
Recensione.
Assassinio sul Phoneix Express riconferma Sager come un maestro eccezionale nel raccontarci storie incrinate, thriller ineccepibili, in un chiaro riferimento alla maestra indiscussa del giallo, Agata Christie.
Qui abbiamo una vendetta studiata nei minimi dettagli che però, ben presto, deraglierà verso qualcosa di inaspettato.
Pronti a salire a bordo?
Siamo negli anni Cinquanta, il Phoneix è un lussuoso treno di uno splendore ormai decaduto, che adesso sta sfrecciando verso Chicago no stop. L’eleganza delle carrozze e lo sfarzo degli interni non smorza, però, i cupi intenti che hanno messo in moto il treno. Anna Matheson, la nostra protagonista, infatti ha invitato sei persone a bordo, i responsabili che dodici anni prima hanno distrutto completamente la sua famiglia. Li metterà davanti alle prove inconfutabili del loro tradimento e li condannerà alla giustizia che fino ad ora hanno eluso. Anna conosce bene il Phoneix, dopotutto prima della tragedia, era di suo padre.
Immaginatevi il momento: sei persone messe alle strette davanti all’evidenza, dove l’unico desiderio è quello di fuggire via dalla minaccia di dover scontare le proprie colpe. Ma… il Phoneix è un treno express: nessuna fermata fino a Chicago. Dodici ore di assoluta agonia.
La base del romanzo è meravigliosa e promette un totale coinvolgimento. La prosa è ricca di tensione, capace di saper condurre la storia con un ritmo che man mano si farà sempre più serrato e…caotico.
Viene accentuata la peculiarità delle scene chiuse, dovei i personaggi sono confinati all’interno del treno in movimento. Non c’è via di uscita, questa consapevolezza renderà i capitoli incisivi, angoscianti e deliziosamente soffocanti.
Nel frattempo, nei primi confronti tra i personaggi, assaporiamo bene la tragedia che ha consumato la giovane Anna. L’incidente brutale riguardante il treno appena costruito che ha causato la morte di tante persone, l’arresto del padre, l’umiliazione pubblica e la sua morte, che hanno decretato la caduta dell’impero della sua famiglia. Un nome adesso denigrato, che ha condotto anche al suicidio della madre. Anna era rimasta sola, sommersa dai lutti e dalla rabbia. Tutto per avidità di qualcun altro, un nemico tanto abile e spietato dall’aver coinvolto altre persone altrettanto avide. Alcune persone di cui Anna e la sua famiglia si fidava ciecamente.
Ma il piano non va come da programma.
Risvolti inaspettati che macchiano la sicurezza di un finale già scritto. Un omicidio getta nel caos la lounge di prima classe nel treno e la certezza dilaniante che l’assassino è tra di loro. Ed ecco che anche il lettore inizia a guardare con occhio critico i personaggi che si muovono nella scena, tutti apparentemente turbati dal delitto che si è consumato, ma sta proprio qui la bellezza dell’inganno che appanna la lucidità, perché qualcuno di loro sta mentendo. Dopotutto, alcuni dei personaggi del treno sono abili nel saper mentire.
Ma chi? La domanda è un tarlo che conquista le pagine, rendendo tutto incerto. Tutti sono messi alle strette, e questo potrebbe condurre alcuni di loro a compiere azioni disperate, i personaggi sono in bilico. Sager è un maestro prezioso nel riuscire a scandagliare ogni turbamento e crudeltà, donandoci un mix che oscilla tra il thriller e il giallo semplicemente fantastico. Siamo incapaci di smettere di leggere.
La tensione cresce, solida, temuta, asfissiante. L’autore è superbo nel saper inscenare atmosfere ricche e vivide che avvolgono in modo totale il lettore. Così sentiamo la paura e il silenzio carico di orrore che viene lentamente sciolto all’interno delle carrozze, il sospetto che infetta come un veleno, dove il solo rumore costante è lo sferragliare del treno, impassibile alla tragedia che sta avvenendo dentro.
Sei persone colpevoli. Ma per Anna alcuni tradimenti fanno più male di altri ed è qui che l’autore esplora la rabbia che brucia forte, quella così bianca che per pochi attimi si impossessa di tutto. Eppure, Anna vuole assicurare i colpevoli alla giustizia, desidera che soffrano per molto tempo, vuole riabilitare il nome del padre e trascinare il loro nel fango.
Ma poi… arriva il secondo omicidio. Insieme a qualche sorpresa inattesa…
Sager ha un’abilità innegabile nel sapersi insinuare dentro i personaggi, rendendoli graffianti, fragili, nascosti. E la struttura stessa del romanzo non fa altro che accentuare questa incertezza che li riveste. Li guardiamo sospettosi, tentando di calibrare i dettagli che saltano all’occhio, mentre la freddezza, il tormento, i sensi di colpa si mescolano insieme.
La vendetta è stata il carburante che ha nutrito questa storia, ma non nel modo che il lettore immagina, ed è proprio qui la bravura della vicenda che si arrotola, sfugge, si scuce e si ammanta di verità che si scontrano tra di loro. I moventi dei personaggi sono fili che diventano una matassa: avidità, rimpianto, desiderio, paura. Più il treno si avvicina alla meta definitiva più riusciamo a cogliere i personaggi, quel qualcosa che li anima e li mantiene in penombra.
Una cappa di perplessità ci avvolge… chi tra di loro avrebbe la forza di uccidere gli altri?
La rabbia sgorga e stride, proprio come le rotaie di un treno che portano inevitabilmente avanti. Il gioco mortale che vede coinvolti tutti i personaggi non si può fermare, e diventa sempre più fitto.
L’enigma della scatola chiusa unita al ritmo serrato tipico dei thriller di Sager, rende Assassinio sul Phoneix Express una perla per gli appassionati del genere! Le ore scorrono, avvicinandoci a Chicago la situazione diventa critica.
Colpevoli che sono disposti a tutti pur di non farsi catturare, un assassino che si muove silenzioso tra di loro e un senso di finalità che inizia ad invadere le pagine.
Sei ore a Chicago.
I delitti continuano, in modo ingegnoso e quieto, con piccoli accenni di cattiveria che mirano a far rivoltare i personaggi l’un l’altro.
Poi cinque ore.
La paura annebbia la lucidità, c’è solo l’istinto di voler sopravvivere. Accuse e accusati circolano tra di loro in uno spazio ristretto che amplifica ogni emozione cruda.
Quattro ore. L’assassino è e stato rivelato… o almeno credono. I personaggi restanti lo stanano per mettere fine a questo subdolo gioco prima che sia troppo tardi.
Ne rimangono tre. Ogni certezza si ribalta e si schianta, facendo tremare i pochi appigli rimasti dei personaggi. L’autore ci serve un plot twist dietro l’altro, rendendo le ultime ore sul treno le più intense.
Due ore a Chicago. Tutto precipita, il sospetto di Anna diventa una certezza feroce che si frantuma, adesso la nostra protagonista è costretta a camminarci sopra, a rischiare tutto per arrivare a destinazione.
Poi un’ora.
La giustizia e la vendetta lottano, prevalgono e perdono terreno, odore di polvere da sparo, sangue e adrenalina che corre veloce.
Arrivo a destinazione.
Magistrale. Una vicenda che è riuscita a vincere la nostra attenzione ad ogni nuovo capitolo. Adoro l’abilità di Sager nel farci credere di avere ragione nelle nostre traballanti ipotesi e deduzioni per poi scombussolarci in maniera esagitata per i plot twist che non credevi arrivassero!
Per me, supera le cinque stelle.

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