Fiamme dal cielo. Colosseum vol III

 


Autore: Mauro Marcialis

Titolo: Fiamme dal cielo. Colosseum vol III

Trama: Pompei, città di commerci e di ozi, di piaceri e di intrighi: qui, tra pochi giorni, si svolgeranno giochi degni di quelli di Roma, anzi, ancora più straordinari. Entrambi gli eroi più attesi nell’arena vengono dalla Città Eterna: il valoroso legionario Pugnax e il misterioso combattente mascherato con i suoi feroci cani. Tra gli spettatori in attesa di accorrere per vederli lottare con la morte c’è anche Benedicta, la più bella e desiderata prostituta del lupanare di Ascanio Bebio. Dietro queste identità si celano i tre eroi della nostra storia: Arild, convinto che la sua amata Brynja sia morta e deciso a vendicarla; Derek, che vuole approfittare del favore del Generale Tito per tentare di riabbracciare la sorella e l’amico, e la stessa Brynja che brama solo di fuggire da Pompei e tornare a Roma, in cerca di Arild. Intanto, nella capitale dell’Impero, l’epica impresa della costruzione del più grande anfiteatro del mondo procede accendendo gli animi e c’è chi è disposto a tutto pur di accaparrarsi le commesse più lucrose e la gratitudine imperiale. Senza sapere che i giorni di Vespasiano stanno giungendo al termine. Mentre i tre protagonisti lottano e tramano per ritrovarsi, su di loro incombe la più grande delle catastrofi: l’eruzione del Vesuvio e la distruzione di Pompei. E i ragazzi che sognano la libertà dovranno innanzitutto salvarsi la vita.

Casa Editrice: Solferino

Prezzo di copertina: 14,90 euro

Recensione.

Torniamo con la meravigliosa saga Colosseum, di cui io ormai ne sono totalmente innamorata. Il terzo volume, Fiamme dal Cielo, è quello più cupo e vivido, diventato immediatamente il mio preferito.
Già il titolo fa presagire guai funesti. Dalla chiusura angosciante del secondo volume, Il silenzio degli dei, questo penultimo volume si apre con un salto di sette mesi…dove sono cambiate molte cose.
  • Brynja, è stata venduta dai briganti e diventata una lupae, una prostituta assai richiesta di Pompei con il suo nuovo nome di Benedicta. Ma non ha smesso di resistere: adula, mente, finge perché non ha alternative di sopravvivenza. 
  • Arild, crede che la sua amata Brynja sia morta e il sogno di essere un gladiatore perde il suo slancio. Tutto gli appare grigio e inutile, l’unica sferzata di colore è il desiderio di vendetta contro Gneo Domizio Liviano. 
  • Derek è ancora nella tenuta del generale Tito, ha abbracciato una nuova routine di pittura, addestramento con i suoi pugnax Loky e Hodh, pace e una relazione con Kushim. Ma la vendetta di Decio non conosce limiti, infatti, il deposito sulla via Ostinese, dove Derek ha potuto assaggiare il primo vero accenno di libertà e tranquillità adesso non esiste più. 
Il romanzo, dunque, si apre con premesse oscure che si lega all’umore dei nostri tre indiscussi protagonisti, ognuno di loro si sente solo e perso. 
La prosa cattura con facilità, è fluida e capace di espandersi sia nelle descrizioni che nell’introspezione dei suoi personaggi. La penna calca le loro vulnerabilità e passioni, rendendosi magnetica
In Fiamme dal Cielo  abbiamo nuovi punti di vista, di personaggi nuovi e già conosciuti, fondamentali per il proseguimento della storia che appare più ricca e diramata. Vediamone alcuni: 
Robustus, uno dei gladiatori fuggiti con Felix sognando la libertà (evento accaduto in La Promessa). Adesso vive dentro la Suburra, sudicia e implacabile, fa il bandito e così ha salvato Flaminia dal suicidio. Sa che è una domina e spera in un portentoso riscatto. Eppure, ben presto si trova attratto dalla domina fragile ma forte
Giulia. Figlia di Flaminia che è diventata Vestale, adorata e rispettata dal nuovo rango, in quanto mantengono in vita la fiamma della sacralità di Roma. È un personaggio pieno di rancore, condannata alla vita delle vestali da giovanissima, che tutti inneggiano ad incredibile privilegio… ma è anche una grossa responsabilità. Mentre cresce, infatti, si rende conto della vita che non potrà mai avere, condannata a vivere tra agi certo, ma sempre in una prigione dove non può scappare.
Nel frattempo anche l’anfiteatro di Roma cresce. Le arcate di terzo livello sono concluse e già appare enorme e maestoso, capace di catturare ogni singolo sguardo colmo di ammirazione. E in tutto questo viviamo un Urbe che è sempre in contrasto: sacralità e magia nera, spietatezza e lussuria, sofferenza ed euforia. In questo terzo volume tutto gira in modo vorticoso, sbilanciandosi e rendendo le scene vivide. 
Ad un certo punto tutti i protagonisti, inconsapevoli, convergono a Pompei, attirati dai Giochi che la città promette. E quando il sangue stilla e la paura invade i personaggi… le acclamazioni dei romani si fanno più forti e sguaiati, in quanto fiutano l’angoscia. 
Sentimenti intensi di paura, strazio, orrore riempiono la storia, portandola al culmine. Accadono tante cose in poche pagine, eventi che emozionano e sbalordiscono (non posso davvero dire nulla per evitare spoiler). Ed è proprio qui che la narrazione diventa sferzante, c’è impellenza, pericolo e una concitazione dei personaggi che diventa anche nostra. Sentiamo l’affanno e la gloria
In Fiamme dal Cielo ho apprezzato tantissimo vedere un Derek portato al limite, gli eventi accaduti hanno macerato dentro di lui. C’è una scena potente e bellissima dove Derek diventa vivido in modo impossibile, da pelle d’oca: un momento in cui boccheggia di violenza che esplode improvvisa e arresa dettata dalla propria volontà. 
L’autore è bravo a saper cucire insieme incontri e scontri, eventi e drammi, facendo danzare intorno Brynja, Derek e Arild a volte vicinissimi tra di loro, senza saperlo; c’è solo il lettore testimone e questa scelta provoca emozioni intense che non fanno altro che legarci ancora di più alla storia di Colosseum.
Protagonisti indelebili soprattutto per la loro bellissima e dolorosa resilienza di provare, faticare, soffrire…tutto per poter accarezzare un sogno
Tra avversità, corse per una libertà che appare a volte come una mera chimera, un tripudio di violenza ed eccesso crudo, la storia raggiunge i suoi picchi. 
La fine del romanzo arriva veloce, mentre la concitazione degli eventi si intrecciano. Il cuore del lettore è in gola, sperando in qualcosa. Ci ritroviamo sulla pelle la spessa disperazione finale di Arild, la stessa rabbia che sboccia furiosa in Derek e la stessa paura e coraggio indomito di Brynja
Che fine, che fine! Si prospetta un ultimo volume assai intenso.

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